Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla persona

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla personaa

Vito Galanteb

Abstract

This research report explores the systemic convergence between academic learning, allostatic regulation, and adolescent health through the conceptual lens of Person-Centered Medicine (PCM) and relational epigenetics. Developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this interactionist-teleonomic paradigm overcomes clinical and educational fragmentation by treating the adolescent as an indissoluble unity of body, mind, and spirit. Guided by the Health Relativity Theory, formalized through the equation HP= K(IqxCq), the report evaluates how chronic academic anxiety and adverse educational environments act as primary drivers of brain entropy and high allostatic load. This stress-induced state triggers profound psychoneuroendocrineimmunological (PNEI) dysregulation, leading to HPA-axis blunting, elevated inflammatory biomarkers (such as hepcidin and IL-6), prefrontal-limbic disconnect, and cognitive shutdown. Conversely, pedagogical practices modeled on empathy, relational quality, and “intellectual charity” promote cortical synaptic plasticity, reducing neural entropy and converting distress into eustress. The report synthesizes the clinical validation of the Person-Centered Clinical Method (PCCM)—which shows a 95% improvement in patient comprehension and a 70% reduction in unnecessary diagnostic costs—and underscores the implementation of kairological medical counseling and creative parenting as essential maieutic tools to foster adolescent resilience and preserve developmental trajectories.

Keywords

Adolescence, Person-Centered Medicine, School Stress, Allostatic Load, Psychoneuroendocrineimmunology, Epigenetics, Brain Entropy, Kairological Counselling.

Epistemologia della complessità e superamento del riduzionismo biomedico

La scienza medica contemporanea e i sistemi educativi istituzionali si trovano dinanzi a una profonda frammentazione epistemologica che separa fittiziamente i parametri biologici dello sviluppo umano dall’attività cognitiva, simbolica e spirituale dell’adolescente1. Storicamente, a partire dal positivismo ottocentesco di Claude Bernard, la medicina ha ridotto la propria clinica a una mera riparazione di ingranaggi molecolari isolati, relegando la salute a una misura statica di assenza di sintomi fisici1. Allo stesso modo, la pedagogia tradizionale ha spesso trattato lo studente come un ricettore passivo di nozioni da quantificare attraverso misurazioni standardizzate della performance1. Questo dualismo cartesiano ha generato una grave cecità clinica e metodologica, impedendo di comprendere come la qualità dell’ambiente di apprendimento scolastico influenzi direttamente la biologia dello sviluppo e, viceversa, come l’equilibrio fisiologico determini le capacità cognitive superiori1.

Per superare tale frammentazione, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, fondata e diretta da Giuseppe R. Brera, ha introdotto a partire dal 1998 il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM)1. Questo modello scientifico propone una vera e propria inversione ontologica basata sull’assioma Sum ergo cogito (Sono, dunque penso), riaffermando il primato dell’essere e del significato biologico sull’attività puramente strumentale e cognitiva1. La salute viene ridefinita come un processo indeterministico e semiologico di adattamento creativo, inteso come la scelta consapevole delle vere possibilità per essere la migliore persona umana1.

All’interno di questo scenario di rinnovamento scientifico si inserisce l’attività clinica e accademica del Prof. Vito Galante, il cui contributo all’adolescentologia clinica e alla pedagogia relazionale ha ricevuto una consacrazione internazionale nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”1. Attraverso la direzione di due avanzati poli di ricerca — il Laboratorio in Counselling medico dell’adolescente presso l’ateneo milanese e il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori — il Prof. Galante coordina network scientifici nazionali ed europei mirati a dimostrare l’interconnessione profonda tra relazioni educative, stabilità biologica ed espressione epigenetica nello studente adolescente1. Il paradigma si fonda sul superamento dell’imperialismo bio-tecnologico a favore del sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E, Subjectivity-Biology-Environment), in cui l’adolescente è concepito come un sistema aperto e teleonomico, ossia orientato naturalmente verso la ricerca oggettiva di significato, verità, amore e bellezza1.

La Teoria della Relatività della Salute e l’ermeneutica kairologica dello sviluppo

Il fondamento scientifico e matematico di questo modello interazionista è rappresentato dalla Teoria della Relatività della Salute (HRT, Health Relativity Theory)1. La HRT demolisce la concezione deterministica lineare secondo cui la reazione biologica a uno stressore sia fissa e universale, dimostrando che l’impatto di qualsiasi stimolo ambientale è relativo alla qualità dei processi interpretativi e delle risposte decisionali del soggetto1. L’equazione fondamentale che formalizza la probabilità di salute (Hp) di un individuo è espressa come:

All’interno di questo formalismo matematico indeterministico, ciascuna variabile assume una precisa connotazione clinica ed esistenziale1:

Hp=k( Iq x Cq)

  • Hp (Probabilità di Salute): Rappresenta la risultante dinamica della resilienza allostatica e della stabilità sistemica dell’organismo di fronte alle perturbazioni esterne e interne1.
  • K (Costante Kairologica): Descrive la costante antropologica che esprime l’intrinseca domanda di senso e trascendenza caratteristica della natura umana1. Tale costante acquisisce la sua massima espressione nell’adolescenza, intesa come il tempo propizio (Kairos) in cui le domande sul significato dell’essere diventano determinanti per la salute stessa1.
  • Iq (Qualità dell’Interpretazione): Misura l’efficacia del filtro simbolico, cognitivo ed emotivo applicato dal soggetto agli stimoli ambientali (comprese le sfide didattiche, le valutazioni scolastiche e le relazioni con docenti e pari)1.
  • Cq (Qualità delle Scelte o del Coping): Indica il livello di libertà e responsabilità con cui l’adolescente seleziona le proprie risposte comportamentali e i propri stili di vita biologici1.

La teoria permette di distinguere la probabilità di attivazione dei processi di resilienza allostatica (Hpa) da quelli che inducono vulnerabilità biologica e patogenesi (Hpp), a seconda che l’interpretazione e il coping siano orientati in senso costruttivo o disfunzionale4:

Hpa=k( Iqa x Cqa) vs Hpp =k( Iqp x Cqp)

Durante l’adolescenza, lo studente sperimenta l’emergenza di nuove strutture logiche, affettive e noetiche, transitando attraverso specifici stati ontologici descritti dall’antropologia kairologica1.

 

Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica

La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Brera   e Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico.14 Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale.

La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali:

Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona

Sussiste dal concepimento all’adolescenza È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore) Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.

Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)

Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana.

Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)

Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale.

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Questa transizione evolutiva non è una mera successione cronologica (Chronos), ma un percorso di progressiva unificazione della personalità, schematizzato nella tabella sottostante1.

Stato Ontologico Dimensione Temporale ed Esistenziale Strutture Coinvolte Obiettivo Teleonomico Implicazione Scolastica
Essere Persona (Being a Person) Statico-strutturale, permanente dal concepimento alla morte naturale1. Dignità intrinseca, potenziale ontologico, unità corpo-mente-spirito1. Preservazione e riconoscimento incondizionato del valore intrinseco del giovane1. Rifiuto della riduzione dello studente a mero numero o performance valutativa1.
Il Sé Possibile (Self-possible) Dinamico-potenziale, si attiva con vigore durante l’adolescenza1. Intelligenza, volontà, tensione ideale, polarità relazionale Io-Tu1. Esplorazione delle possibilità esistenziali guidata dal Sé Ideale (Verità, Amore, Bellezza)1. Sostegno alla scoperta dei propri talenti e della propria vocazione personale1.
Il Sé Reale (Self-real) Storico-esistenziale, frutto delle scelte nel tempo propizio (Kairos)1. Scelte etiche concrete, stili di vita responsabili, coping orientato ai valori1. Traduzione delle potenzialità in comportamenti reali protettivi della salute1. Sviluppo della responsabilità individuale e della resilienza scolastica1.

Fisiopatologia dello stress scolastico: allostasi, entropia cerebrale e dinamiche PNEI

L’impatto biologico delle dinamiche scolastiche sull’adolescente trova una spiegazione scientifica nel passaggio dal concetto classico di omeostasi a quello di allostasi, formulato da Peter Sterling e Joseph Eyer1. Mentre l’omeostasi mira a mantenere i parametri biologici fissi attraverso risposte reattive, l’allostasi descrive un sistema di regolazione predittiva coordinato dal cervello, che adatta i parametri fisiologici anticipando le richieste ambientali future1. Quando lo studente affronta le sfide quotidiane della scuola in un clima di fiducia ed empatia, l’attivazione transitoria dei mediatori dello stress (asse HPA e sistema simpatico) si traduce in eustress, promuovendo la plasticità sinaptica, l’attenzione e la focalizzazione cognitiva senza costi biologici significativi1.

Al contrario, l’esposizione cronica a pressioni valutative esasperate, l’ansia da interrogazione costante, l’isolamento sociale o un clima didattico alienante generano un persistente sovraccarico allostatico (allostatic overload)1. In questo stato, il cervello valuta l’ambiente scolastico come una minaccia continua per l’integrità del Sé, innescando una secrezione prolungata del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) e un’iperattivazione dell’amigdala1. L’ipercortisolemia cronica e la persistente stimolazione adrenergica provocano una downregulation dei recettori dei glucocorticoidi a livello ippocampale, determinando l’atrofia dendritica nelle aree deputate alla memoria consolidata e bloccando la sintesi del fattore neurotrofico cerebrale (BDNF)1. Questo fenomeno biologico, noto come spegnimento cognitivo, riduce drasticamente l’efficienza sinaptica e si associa a un incremento dell’entropia cerebrale, ovvero a uno stato di disordine informativo e sovraccarico energetico all’interno delle reti neurali1.

A livello molecolare, la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) descrive come questa attivazione allostatica disfunzionale si traduca in uno stato flogistico sistemico di basso grado1. Lo stress allostatico cronico induce una upregulation del fattore di trascrizione NF-kB, stimolando la sintesi di citochine pro-infiammatorie (come l’interleuchina 6, IL-6, e il fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-α) e deprimendo la risposta immunitaria cellulo-mediata3. In aggiunta, studi condotti su adolescenti esposti a stress cronico indicano che elevati carichi allostatici correlano con un incremento della sintesi di epcidina, l’ormone regolatore del ferro sensibile agli stati infiammatori1. L’innalzamento dell’epcidina provoca un sequestro intracellulare del ferro e un’anemia funzionale, compromettendo l’ossigenazione cerebrale e aggravando l’astenia cognitiva dello studente1.

 

Parametro Fisiologico / Biomarcatore Stato sotto Carico Allostatico (Ambiente Performante e Alienante) Stato sotto Modulazione Protettiva (Apprendimento Centrato sulla Persona) Conseguenza Clinica e Cognitiva sullo Studente
Cortisolo Salivare Curva circadiana appiattita o iperproduzione cronica diurna1. Ritmo circadiano fisiologico conservato (picco mattutino, calo serale)3. Stabilizzazione del tono dell’umore, miglioramento della qualità del sonno e della concentrazione3.
Asse Oppioide-Surrenalico Iperattivato con persistente rilascio di catecolamine e cortisolo1. Inibito o attivato esclusivamente in modo acuto e transitorio1. Vasocostrizione periferica, ipertensione subclinica, immunosoppressione, ansia1.
Asse Cannabinoide-Pineale Inibito, con drastico calo della secrezione notturna di melatonina1. Attivato da relazioni empatiche e percezione di significato esistenziale1. Immunostimolazione, connettività prefrontale-limbica ottimale, effetto ansiolitico naturale1.
Epcidina Sierica Significativamente elevata a causa dell’attivazione flogistica (IL-6)1. Mantenuta entro i range di omeostasi metabolica basale1. Prevenzione dell’anemia funzionale e dell’astenia cognitiva da carenza di ferro biodisponibile1.
Proteina C-Reattiva (CRP) e IL-6 Elevate, espressione di neuroinfiammazione e infiammazione sistemica di basso grado1. Ridotte, a testimonianza di una bassa carica flogistica sistemica1. Protezione della plasticità sinaptica, riduzione del rischio di disturbi depressivi e somatizzazioni1.
Lunghezza dei Telomeri Accorciamento telomerico accelerato dovuto a stress ossidativo ed etico1. Preservazione dell’integrità telomerica e della stabilità genomica1. Prevenzione dell’invecchiamento cellulare precoce e rafforzamento della resilienza biologica1.

Epigenetica relazionale e riprogrammazione cellulare nell’ambiente educativo

La transizione dal distress biologico all’eustress trova una solida validazione scientifica nelle scoperte sull’epigenetica relazionale e morale, discipline che documentano come le interazioni affettive e i vissuti simbolici siano in grado di modificare la metilazione del DNA e la conformazione cromatinica, regolando l’espressione genica senza alterare la sequenza primaria del genoma2. Nel contesto scolastico, il clima della classe e la sintonizzazione empatica del docente agiscono come veri e propri modulatori epigenetici2. Relazioni positive fondate sulla fiducia riducono la trascrizione di geni pro-infiammatori e attivano pathway epigenetici associati alla resilienza psicofisiologica2.

Questo processo di modulazione biologica si ricollega alle ricerche di Piermario Biava riguardanti la riprogrammazione epigenetica cellulare attraverso i fattori di differenziazione delle cellule staminali embrionali3. Le scoperte di Biava dimostrano che l’organismo possiede codici regolatori epigenetici sensibili ai segnali microambientali e informativi esterni, in grado di riorientare il destino cellulare e contrastare i processi di degenerazione e invecchiamento3. All’interno del sistema integrato Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E), la qualità delle relazioni educative e familiari funge da segnale bio-informativo epigenetico, stabilizzando la telomerasi e mantenendo l’integrità dei telomeri, la cui lunghezza costituisce una misura quantitativa dell’impatto della qualità della vita sulla stabilità genomica del giovane3.

L’efficacia biologica di contesti educativi ecologici è emersa chiaramente anche dallo studio empirico condotto da Dettweiler e colleghi sulla regolazione allostatica nell’apprendimento all’aperto (outdoor schooling). L’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), valutata mediante l’indice RMSSD (che riflette l’attività parasimpatica e il tono vagale), ha rivelato che lo svolgimento delle lezioni in ambienti naturali favorisce una sintonizzazione autonomica ottimale. Questa condizione, definita come “mobilitazione senza destabilizzazione”, permette un incremento dell’attenzione focalizzata associato a un’elevata variabilità cardiaca e a una drastica riduzione del cortisolo libero, confermando come la riconfigurazione dello spazio didattico e la qualità delle interazioni ambientali modulino direttamente la risposta PNEI dello studente15.

La Pedagogia Centrata sulla Persona e il Metodo Kairos

Il superamento del distress scolastico richiede una profonda critica ai modelli educativi basati esclusivamente sul condizionamento comportamentale e sulla pressione valutativa quantitativa, dinamiche che Giuseppe R. Brera definisce come “Skinnerizzazione” della scuola e della società1. Questo approccio riduzionista, mutuato dal comportamentismo di B.F. Skinner, tratta l’allievo come un organismo puramente reattivo da addestrare attraverso rinforzi esterni e punizioni, spegnendo il necessario conflitto interiore e riducendo l’adolescente alla condizione di “bruto” descritta da Dante Alighieri nel Canto XXVI dell’Inferno1. La vera nobiltà dell’essere umano risiede invece nella tensione teleonomica verso la virtù e la conoscenza (virtute e canoscenza), un’aspirazione che non può essere sottomessa a logiche di mercato o a performance standardizzate1.

La Pedagogia Centrata sulla Persona si propone di superare la Skinnerizzazione attraverso l’applicazione del “Programma Scuola-Salute” e del “Metodo Kairos”, concepiti per educare il desiderio profondo del giovane anziché reprimerlo o manipolarlo1. La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità.

Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019)16 e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative, ciascuno associato a precisi meccanismi d’azione kairologica e a risposte biologiche misurabili nell’adolescente1

 

Criterio Pedagogico Declinazione Operativa (Scuola e Famiglia) Meccanismo d’Azione Kairologico Risposta Neuro-Endocrina ed Epigenetica
1. L’esperienza di essere desiderato Accoglienza incondizionata dello studente nella sua interezza, indipendente dalle performance o dai risultati didattici1. Consolidamento della sicurezza ontologica primaria e dell’identità; apertura al dono di sé1. Stimolazione della via dell’ossitocina, attivazione dei circuiti dopaminergici del reward e riduzione del cortisolo basale1.
2. L’accettazione del limite Valorizzazione del limite (fisico, cognitivo, morale) come confine protettivo e stimolo per l’alleanza con l’altro1. Superamento dell’illusione di onnipotenza infantile; interiorizzazione del senso di responsabilità e del dovere1. Riduzione dello stress etico e della frustrazione cronica; stabilizzazione della reattività dell’asse HPA1.
3. Il passo indietro dell’educatore Pratica del disimpegno strategico (stepping back) per concedere autonomia decisionale all’adolescente1. Transizione dalla dipendenza infantile alla libertà etica e alla scelta responsabile (Self-possible)1. Facilitazione dei processi di mielinizzazione sinaptica e potenziamento della connettività prefrontale-limbica1.
4. La pedagogia del silenzio Programmazione di spazi di silenzio e disconnessione attiva dai dispositivi tecnologici durante l’orario scolastico1. Interruzione dell’iperstimolazione digitale; stimolazione dell’introspezione e della riflessione profonda1. Riduzione della stimolazione adrenergica e incremento significativo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)1.
5. L’abbraccio della promessa Presentazione dell’offerta formativa scolastica come consegna di una promessa di felicità, verità e bellezza futura1. Risignificazione delle crisi e dei fallimenti temporanei come kairoi opportuni per edificare la resilienza1. Ottimizzazione della regolazione allostatica; attivazione di pathway epigenetici anti-infiammatori sistemici1.

La cooperazione sinergica tra scuola e famiglia si rivela imprescindibile per l’attivazione di questi criteri1. Il “genitore ottimale”, formato attraverso i laboratori di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori, funge da modello positivo e base sicura, supportando l’adolescente nella costruzione del proprio orientamento temporale e spaziale1. Questa interazione tra la natura biologica dell’allievo (la “farina”) e la guida relazionale dell’educatore (il “lievito”) permette lo sviluppo armonico della soggettività giovanile, prevenendo l’insorgenza di risposte allostatiche distruttive1.

Il Decalogo dell’Adolescentologo come codice operativo e biologico

La traduzione clinica della Medicina Centrata sulla Persona nell’interazione con il giovane paziente è governata dal “Decalogo dell’Adolescentologo”, formulato originariamente da Giuseppe R. Brera nel 1989 e successivamente implementato e validato nella prassi scientifica dal Prof. Vito Galante e dalla Prof.ssa Mariangela Porta1. Questo strumento metodologico e deontologico impone al medico e al pedagogista una vera e propria inversione clinica, richiedendo di indagare in primo luogo le risorse di salute, i talenti e i fattori protettivi dell’adolescente prima di procedere alla valutazione nosografica delle sue patologie o disfunzioni3. Il Decalogo riconosce che l’adolescente esprime, attraverso la vulnerabilità del proprio corpo (cefalee tensive, disturbi alimentari, somatizzazioni), una profonda richiesta di essere ascoltato e creduto da figure di riferimento autorevoli1.

 

Principio del Decalogo Rilevanza Clinica e Relazionale Meccanismo Fisiopatologico Sottostante Modulazione PNEI e Allostatica
1) Saper ascoltare Esclude le pressioni ideologiche del medico e dei genitori, accogliendo il non-detto, il linguaggio analogico e il vissuto noetico1. Sospensione fenomenologica dell’ansia diagnostica immediata (Clinical Epoché)3. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e della secrezione di CRF indotta dallo stato di minaccia esistenziale1.
2) Essere accettante, comprensivo e autorevole Fornisce all’adolescente un limite sicuro contro cui confrontarsi per proiettare il proprio “Io ideale”3. Stabilità epistemologica e morale del clinico come punto d’appoggio relazionale stazionario3. Riduzione del carico allostatico mediata dalla sintonizzazione intersoggettiva e dalla sicurezza percepita1.
3) Saper aspettare con pazienza Rispetta i movimenti di crescita dell’adolescente senza imporre il contatto terapeutico in modo intrusivo3. Tolleranza della stasi clinica e del silenzio come spazio necessario per l’elaborazione interna3. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e delle resistenze somatiche indotte da forzature esterne1.
4) Non farsi manipolare né sostituirsi nelle scelte Rifiuta qualsiasi manipolazione affettiva del giovane, responsabilizzandolo nelle decisioni non strettamente mediche3. Definizione rigorosa dei limiti professionali del setting clinico centrato sulla persona3. Mielinizzazione delle aree prefrontali coinvolte nei processi di decision-making autonomo1.
5) Lasciare spazio alla domanda di senso Accoglie la domanda di verità, amore e bellezza dell’adolescente senza scivolare nel moralismo dogmatico3. Integrazione maieutica della dimensione spirituale all’interno del percorso di salute3. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, stimolazione della sintesi di melatonina e indoli protettivi1.
6) Gestire le richieste affettive (transfert) Riconosce il bisogno affettivo dell’adolescente senza diventarne attore o instaurare dipendenze disfunzionali3. Interpretazione e delimitazione cosciente delle proiezioni emotive del paziente sul clinico3. Stabilizzazione del tono vagale e regolazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)3.
7) Integrare i genitori rispettando la privacy Crea spazi di ascolto confidenziali per il giovane guidando al contempo la famiglia attraverso la genitorialità creativa3. Gestione dell’alleanza terapeutica triangolare senza alimentare il conflitto generazionale3. Riduzione dello stress allostatico intrafamiliare, miglioramento del supporto sociale percepito dallo studente1.
8) Strutturare la relazione con regole chiare Stabilisce un setting relazionale invalicabile (patti chiari, amicizia lunga) a tutela del percorso di cura3. Contenimento del senso di onnipotenza narcisistica e della svalutazione del lavoro medico3. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale e al disorientamento spaziale1.
9) Saper tollerare le frustrazioni Consente al clinico di non reagire in modo punitivo di fronte a provocazioni o drop-out terapeutici dell’adolescente3. Maturità professionale che interpreta l’opposizione come dato semeiologico del travaglio identitario3. Ottimizzazione dell’allineamento cuore-cervello dell’operatore, che trasmette contenimento emotivo8.
10) Rimanere aggiornati multidisciplinarmente Impone lo studio continuo dei fenomeni evolutivi complessi e dei correlati biologici dello stress giovanile3. Comprensione di quadri clinici emergenti come la dipendenza digitale e la “Sindrome di Mercurio”3. Raccordo costante tra i progressi della biologia molecolare, dell’epigenetica e della clinica della persona3.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona e l’efficacia della Diacrisi

L’operazionalizzazione clinica del paradigma della PCM avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), una procedura strutturata che trasforma l’incontro clinico in un evento kairologico intersoggettivo1. Il fulcro metodologico del PCCM risiede nella “Diacrisi” (discernimento), termine scelto appositamente per distinguersi dalla diagnosi tradizionale, spesso ridotta a un mero etichettamento nosografico3. La Diacrisi si articola in sette fasi procedurali rigorose, guidate dalla “Clinical Epoché” (la sospensione fenomenologica delle categorizzazioni predeterminate per accogliere l’unicità del paziente)3:

  1. Generazione del Campo Antropico (ACH): Il medico instaura attivamente un’atmosfera clinica fondata su Acceptance, Comprehension, Help (Accettazione, Comprensione, Aiuto), gettando le basi della relazione maieutica3.
  2. Valutazione Empatica: Diagnosi dinamica dei canali di comunicazione analogica ed empatica per connettersi con il dolore emotivo dell’adolescente3.
  3. Inizio Interlocutorio: Spazio dedicato alla narrazione libera del problema esistenziale del giovane prima della descrizione tecnica del sintomo fisico3.
  4. Clinical Epoché: Sospensione cosciente dei giudizi nosografici per rispettare il mistero e la dignità intrinseca della persona del paziente3.
  5. Tempo Interlocutorio-Anamnestico (“Dare corpo alla parola”): Esplorazione approfondita della storia esistenziale, della qualità della vita, dei simbolismi affettivi e spirituali e delle abitudini psicofisiologiche3.
  6. Esame Fisico (“Dare parola al corpo”): Esame obiettivo integrato, in cui i segni biologici vengono interpretati anche come messaggi simbolici espressi dall’organismo del giovane3.
  7. Diagnosi della Persona (e calcolo del Cross-ratio): Sintesi tridimensionale che incrocia le risorse (strengths) e i problemi (weaknesses) del soggetto nelle tre dimensioni (corpo, mente, spirito), valutando quantitativamente il rapporto tra resilienza allostatica e fattori di rischio biologico-ambientali1.

L’efficacia e la sostenibilità del PCCM sono state rigorosamente documentate attraverso studi clinici pilota condotti su ampi campioni di adolescenti1. La tabella seguente sintetizza i risultati quantitativi raccolti sull’applicazione del metodo nei servizi di medicina generale, pediatria e specialistica dell’adolescenza1.

Indicatore di Efficacia Clinica e Organizzativa Riscontro Favorevole (%) Implicazione Clinica per lo Studente Adolescente Impatto sul Sistema Sanitario Pubblico
Comprensione globale dei problemi del paziente 95%1 Diagnosi accurata delle cause profonde del distress e superamento della somatizzazione ansiosa1. Riduzione drastica del nomadismo medico e delle consultazioni ripetute1.
Miglioramento della qualità di vita e della salute generale 75%1 Attivazione delle risorse biologiche di resilienza (asse pineale) e ripristino dell’equilibrio allostatico1. Riduzione della necessità di interventi terapeutici invasivi o cronici1.
Riduzione di esami diagnostici e prescrizioni inutili 70%1 Protezione dell’adolescente dalla medicalizzazione inappropriata e dall’ansia iatrogena1. Enorme risparmio di risorse economiche per il sistema sanitario1.
Riduzione dei ricoveri ospedalieri superflui 55%1 Prevenzione dello stress da ospedalizzazione e tutela della continuità scolastica e relazionale del giovane1. Riduzione del sovraffollamento nei reparti d’emergenza e di pediatria clinica1.
Efficacia dichiarata dai Pediatri di Libera Scelta 85%1 Intercettazione precoce delle disfunzioni allostatiche durante la transizione evolutiva all’adolescenza1. Consolidamento delle attività di prevenzione primaria sul territorio1.
Efficacia dichiarata dai Medici di Medicina Generale 100%1 Totale applicabilità del metodo nel contesto delle cure primarie e della medicina di famiglia1. Svolta epistemologica nella gestione clinica della medicina territoriale1.

I dati presentati confermano che il PCCM non rappresenta un semplice correttivo umanistico alla pratica medica, bensì una metodologia scientifica superiore in grado di massimizzare la precisione diagnostica e l’efficacia terapeutica attraverso la valorizzazione della soggettività del paziente3.

Prospettive per una riforma della sanità territoriale e conclusioni operative

Le evidenze scientifiche prodotte dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e coordinate dalle ricerche del Prof. Vito Galante dimostrano l’esistenza di un legame indissolubile tra l’apprendimento scolastico e la salute dell’adolescente, un nodo sistemico governato dalla transduzione biologica dei significati esistenziali1. La vulnerabilità biologica o, al contrario, la resilienza allostatica del giovane sono direttamente modellate dalla qualità delle relazioni interpersonali vissute a scuola e in famiglia1.

Questa consapevolezza scientifica impone una critica costruttiva alle attuali politiche sanitarie, in particolare alle riforme della sanità territoriale basate sul Decreto-Legge Schillaci e sui finanziamenti del PNRR per le Case di Comunità3. Tali riforme rischiano di condannare gli adolescenti a una invisibilità clinica e psicologica strutturale1. Senza la creazione di spazi assistenziali differenziati, autonomi e protetti dedicati specificamente all’età evolutiva — superando l’abitudine obsoleta di collocare l’adolescente nei reparti pediatrici o in quelli per adulti — le nuove strutture territoriali rischiano di configurarsi come impersonali poliambulatori prestazionali, incapaci di intercettare il grido d’aiuto espresso attraverso il linguaggio analogico del corpo del giovane1.

Per salvaguardare lo sviluppo delle future generazioni, è indispensabile attuare una riforma strutturale integrata che connetta la medicina scolastica, la pedagogia relazionale e la clinica territoriale secondo tre direttrici essenziali1:

  • Integrazione del Programma Kairos nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa (PTOF): Le istituzioni scolastiche secondarie devono adottare il Metodo Kairos come modello strutturato per la promozione della salute, superando le campagne di prevenzione standardizzate a favore di una didattica incentrata sulla valorizzazione del desiderio e sulla riduzione dell’entropia cerebrale1.
  • Formazione obbligatoria dei docenti in Epigenetica Relazionale: Istituire percorsi formativi per il personale docente finalizzati a comprendere l’impatto dei sistemi comunicativi scolastici sulla biologia dello studente, promuovendo valutazioni che non agiscano come minacce per il Sé e favorendo climi di classe cooperativi ed empatici1.
  • Diffusione capillare dei laboratori di Genitorialità Creativa: Sostenere le famiglie attraverso percorsi formativi basati sul modello dell’Accademia Genitori, offrendo ai coniugi gli strumenti per edificare un ambiente domestico sereno e ricco d’amore, in grado di agire come potente attivatore epigenetico di resilienza allostatica nell’adolescente1.

Solo attraverso questa alleanza maieutica tra una medicina della persona e una scuola della verità sarà possibile tutelare la dignità trascendente dell’adolescente, consentendogli di compiere liberamente le migliori scelte per diventare la migliore persona umana possibile1.

Bibliografia

  1. Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/
  2. Galante V. Epigenetica relazionale e morale: la rivoluzione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jul 6 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/07/06/epigenetica-relazionale-e-morale-la-rivoluzione-del-paradigma-della-medicina-centrata-sulla-persona-della-scuola-medica-di-milano/
  3. Galante V. Unity vs. fragmentation: the epistemology of Person-Centered Medicine in the thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person Centered Med Int J [Internet]. 2026 Feb 27 [citato il 21 lug 2026]; 2(1): ID 1. Disponibile su: https://www.amciitalia.org/wp-content/uploads/2026/03/V.Galante.pdf doi: 10.13140/RG.2.2.21893.00481
  4. Galante V. Adolescenti e verità: il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e la scienza della relazione maieutica [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jul 15 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/07/15/adolescenti-e-verita-il-paradigma-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-la-scienza-della-relazione-maieutica/
  5. Lissoni P. The psychoneuroimmunotherapy of human immune-mediated systemic diseases, including cancer and autoimmune diseases [Internet]. J Immunopathol Cancer Res (Allied Academies); 2018 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.alliedacademies.org/articles/the-psychoneuroimmunotherapy-of-human-immunemediated-systemic-diseases-including-cancer-and-autoimmune-diseases-8029.html
  6. Biava PM. Anti aging and regeneration [Internet]. Biava.me; 2024 Nov 8 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.biava.me/en/info/anti-aging-and-regeneration/
  7. Biava PM. Reprogram cancer cells [Internet]. Biava.me; 2024 Nov 8 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.biava.me/en/info/reprogram-cancer-cells/
  8. Università Ambrosiana. Highlights del Congresso Internazionale: Salute Centrata sulla Persona e l’Adolescente Resiliente (Assisi, 24-26 ottobre 2025) [Internet]. Assisi: Università Ambrosiana; 2025 Oct [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/HIGHLIGHTS%20FROM%20THE%20INTERNATIONAL%20CONGRESS(%20%20IT).pdf
  9. Galante V. Educare al desiderio [Internet]. Castellaneta: Diocesi di Castellaneta; 2021 Mar 19 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: http://www.diocesicastellaneta.net/wp-content/uploads/sites/2/2021/03/19/educare-al-desiderio.pdf
  10. Galante V. The kairological approach of Giuseppe R. Brera: towards resilient and fully human health in adolescence [Preprint su Internet]. ResearchGate; 2026 Jan [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399404598_The_Kairological_Approach_of_Giuseppe_R doi: 10.13140/RG.2.2.36715.20002
  11. Galante V. L’applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’educazione cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jun 27 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
  12. Galante V. Epigenetica relazionale e morale: la rivoluzione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. ResearchGate; 2026 Jul [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/408491470_Epigenetica_Relazionale_e_Morale_La_Rivoluzione_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona_della_Scuola_Medica_di_Milano
  13. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio notizie su Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
  1. Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. Giornale Italiano di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. 2018; V-VI (4-1):4-30
  2. ResearchGate. Modeling Physiological and Behavioral Signatures of Allostatic Stress Regulation: Preliminary Evidence from Outdoor Schooling for Adolescents at Risk. ResearchGate. 2024. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/400670414_Modeling_Physiological_and_Behavioral_Signatures_of_Allostatic_Stress_Regulation_Preliminary_Evidence_from_Outdoor_Schooling_for_Adolescents_at_Risk
  3. N. Parisi, Educati al “desiderio “partendo dalla Bibbia, Alpha Omega, XXII, n.2, 2019-pp.349-359.

 

a Articolo che sviluppa la relazione tenuta il 10 Settembre 2026 in occasione della II° Videoconferenza nazionale per le scuole introduttiva a Youth Science Italy 2026- I° Settimana Italiana di Educazione alla ricerca scientifica

b Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of the life, scientific work, and spiritual witness of Saint Giuseppe Moscati (1880–1927), reinterpreted through the theoretical framework of Kairology and Person-Centered Medicine (PCM), as formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University’s Milan School of Medicine. Moving beyond the Cartesian-Bernardian mechanistic paradigm that reduces clinical practice to chronological, metric measurement (Chronos), Kairology introduces the existential, qualitative, and teleonomic dimension of time (Kairos)—the opportune moment of grace, moral decision, and therapeutic encounter. Moscati’s pioneering biochemical contributions—particularly his groundbreaking research on glycogen metabolism, parenteral polysaccharide absorption, and his early clinical adoption of insulin in 1922—are synthesized with his personalist clinical vision, which recognized in every suffering person an immortal soul and an image of Christ. Through Brera’s Theory of the Relativity of Biological Reactions to Coping Quality (RBR) and psychoneuroendocrinoimmunological (PNEI) principles, Moscati’s existential choice of selfless love and spiritual devotion is demonstrated to represent the operational realization of human teleonomy and relational epigenetics, establishing him as an archetype of the Kairological physician for contemporary medical science.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, San Giuseppe Moscati, Person-Centered Medicine, Epistemology, Epigenetics, Teleonomy, Glycogen Metabolism, Psychoneuroendocrinoimmunology.

Introduzione ed Inquadramento Epistemologico: Dalla Tirannia del Chronos al Dispiegamento del Kairos

La scienza medica contemporanea ha attraversato una profonda evoluzione epistemologica, segnata dalla necessità insostituibile di superare i limiti del riduzionismo biomolecolare e del positivismo di matrice bernardiana1. Tale paradigma deterministico, storicamente fondato sulla scissione cartesiana tra res cogitans e res extensa, ha ridotto per oltre un secolo l’organismo umano a un mero meccanismo biologico e la malattia a una semplice alterazione fisico-chimica della struttura molecolare, estromettendo la dimensione soggettiva, morale e spirituale dal nucleo primario dell’atto clinico1. A partire dai primi anni Novanta del Novecento, con la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la successiva fondazione della Scuola Medica di Milano presso l’Università Ambrosiana, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha promosso un radicale cambio di paradigma scientifico ed epistemologico1.

Il fulcro ermeneutico di questa trasformazione poggia sulla Kairologia, teoria formulata da Brera nel 1993 e formalizzata nel Manifesto della Kairologia del 19961. La Kairologia scardina la concezione classica del tempo clinico introducendo una distinzione categoriale tra due dimensioni temporali ontologicamente ed epistemologicamente opposte1:

  • Chronos: la temporalità quantitativa, misurabile, lineare e riduzionista propria della meccanica classica bernardiana1. Essa misura lo scorrere metrico dei processi biologico-invecchianti, la dinamica sintomatica e la successione temporale delle procedure diagnostico-terapeutiche1.
  • Kairos: il tempo opportuno, il momento propizio e qualitativo di grazia, svelamento e sintesi creativa1. Esso costituisce l’istante esistenziale in cui la libertà, la responsabilità morale e la decisione soggettiva irrompono nella storia dell’individuo per imprimere una direzione nuova e significante all’esistenza, trasformando l’esperienza della sofferenza in un atto dotato di senso teleonomico1.

Applicare l’ermeneutica kairologica alla figura storica, scientifica e spirituale di San Giuseppe Moscati (1880–1927) consente di interpretare la sua straordinaria efficacia clinica e la sua statura umana non come eventi disgiunti dal rigore scientifico, ma come la prima anticipazione storica pienamente realizzata del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1. Moscati, insigne biochimico e primario dell’Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili di Napoli, ha saputo saldare la massima precisione della ricerca sperimentale con una percezione kairologica del malato, rivelando che la salute non costituisce uno stato statico né il mero risultato dell’espressione genica, bensì un processo dinamico di adattamento creativo e di realizzazione teleonomica1.

Il Profilo Scientifico di Giuseppe Moscati: Rigore Biochimico e Teleonomia della Natura Umana

Nel dibattito storiografico, la figura di Giuseppe Moscati è stata talvolta confinata entro una lettura agiografica che ne ha ridimensionato il profilo strettamente accademico, separando la sua profonda devozione dall’attività di ricerca biochimica. L’analisi diretta dei suoi contributi bibliografici rivela al contrario uno scienziato di livello internazionale, pienamente inserito nei circuiti d’avanguardia della Fisiologia e della Chimica Biologica della prima metà del Novecento13.

Le Ricerche Pionieristiche sul Glicogeno e sui Polisaccaridi

Moscati avviò la sua attività accademica nei laboratori dell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Napoli, diretto da Filippo Bottazzi, figura di spicco della biochimica italiana13. In questo contesto, Moscati affrontò lo studio del metabolismo intermedio dei carboidrati con un approccio sperimentale quantitativo e rigoroso13.

Tra i suoi contributi più rilevanti, pubblicati sia su riviste italiane come gli Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli e la Riforma Medica, sia su testate internazionali quali Hoppe-Seyler’s Zeitschrift für Physiologische Chemie e gli Archives Italiennes de Biologie, figura la celebre trilogia di studi sulla salda d’amido somministrata per via parenterale13. Moscati dimostrò sperimentalmente che le soluzioni di amido iniettate per via sottocutanea o endovenosa non venivano prontamente eliminate attraverso le urine, ma venivano trattenute dai tessuti parenchimatosi e trasformate in glicogeno, identificando i meccanismi fisiologici di deposito dei polisaccaridi di riserva nell’organismo umano e animale13.

La sua indagine biochimica si estese a molteplici ambiti applicativi14:

  • Ostetricia e Medicina Legale: Isolò e quantificò il glicogeno nella placenta umana, analizzandone la curva di scomparsa post-partum e attribuendo a tale parametro un valore diagnostico e medico-legale14.
  • Fisiopatologia Muscolare: Determinò la concentrazione di glicogeno nei muscoli scheletrici e le modalità della sua consumazione post-mortem, correlando la riserva polisaccaridica allo stato di nutrizione e all’attività motoria14.
  • Diagnostica Pneumologica: Rilevò la presenza di glicogeno negli espettorati, definendone il significato prognostico nelle affezioni dell’apparato respiratorio14.
  • Farmacologia e Endocrinologia: Studiò l’azione della chinina sull’autolisi epatica e splenica, l’influenza della cloroformizzazione sul glicogeno muscolare e gli effetti metabolici determinati dall’ipofisectomia nei cani attraverso una tecnica chirurgica orbitaria originale14.

L’Introduzione dell’Insulinoterapia e la Libera Docenza

L’apertura di Moscati all’innovazione farmacologica e biochimica trovò un momento apicale nel gennaio del 192216. A pochissimi mesi dalle sperimentazioni cliniche condotte da Banting e Best a Toronto, Moscati fu tra i primissimi clinici in Italia a impiegare l’insulina per il trattamento del diabete mellito16. La sua familiarità con la fisiopatologia dei glucidi gli consentì di comprendere la portata di quella scoperta, salvando numerosi pazienti affetti da forme severe di patologia metabolica16.

Nel maggio del 1921, il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale degli Incurabili nominò Moscati Primario16. Successivamente, nel giugno del 1922, la Commissione Ministeriale lo abilitò alla Libera Docenza in Clinica Medica Generale16. La Commissione esaminatrice, constatata la straordinaria profondità e l’originalità dei suoi lavori pubblicati, lo dichiarò idoneo all’unanimità, esonerandolo formalmente dalla prova pratica, dalla lezione e dalla discussione dei titoli14.

Dalla prospettiva della Medicina Centrata sulla Persona, l’operato di Moscati evidenzia l’assenza di frattura tra ricerca scientifica e ricerca del senso2. Per Moscati, la biologia molecolare manifesta una sottostante “teleonomia”—l’orientamento intrinseco della natura verso l’ordine, la verità e la vita1. Il rigore analitico del laboratorio non costituiva un fine autosufficiente, ma lo strumento per svelare la struttura del vivente e mettere la conoscenza al servizio dell’uomo allettato10.

La Lettura Kairologica dell’Atto Clinico Moscatiano: L’Ermeneutica Persona-Centrata

Nel modello biomedico meccanicista, l’atto medico è concepito come un intervento strettamente tecnico che si consuma nel tempo della misurazione cronologica (Chronos): la raccolta dei dati, l’esame obiettivo, la refertazione e la prescrizione della terapia1. La Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera dimostra invece che la cura reale avviene quando la relazione tra medico e paziente si trasforma in una co-costruzione kairologica, un momento opportuno in cui la sofferenza biologica viene integrata nella totalità della persona1.

La Trasformazione del Tempo Relazionale

La prassi clinica di Moscati presso l’Ospedale degli Incurabili e nel suo studio privato offre una testimonianza storica di approccio kairologico13. Moscati rifiutava la logica del tempo affrettato e burocratico1. L’incontro con la persona malata era vissuto come un momento non replicabile, all’interno del quale la diagnosi biologica si univa alla comprensione della situazione esistenziale, familiare ed economica del paziente1.

Questa visione emerge chiaramente dai suoi scritti personali e dalle sue lettere indirizzate ai colleghi e agli allievi10:

«Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunti la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra madre sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all’invidia, disposto soltanto al bene»10.

In una seconda lettera, ammonendo contro i rischi dell’inaridimento riduzionista, Moscati precisava:

«Ahimè la nostra scienza, se fosse tutta fredda e destinata soltanto a mantenere i minuti piaceri del corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un’ancella del materialismo e dell’egoismo! E perciò per mantenerla al riparo da simile accusa, noi medici, in momenti supremi… ricordiamoci di avere di fronte a noi, oltre che un corpo, un’anima, creatura di Dio»10.

Il Percorso Maieutico e l’Ermeneutica della Sofferenza

Sotto il profilo epistemologico, Moscati intendeva il sintomo fisico come un segnale semiologico complesso, rivelatore di una sofferenza che coinvolge l’intera dimensione psico-biologica e spirituale del soggetto4. Rifiutando i compensi dai pazienti indigenti e lasciando spesso un contributo economico sotto la ricetta medica, Moscati effettuava una vera e propria restituzione di dignità ontologica10.

Il momento della visita si trasformava in un Kairos in cui il dolore perdeva la connotazione di casualità per essere ri-significato2. La massima moscatiana secondo cui gli ammalati rappresentano la figura stessa di Cristo costituisce un’anticipazione etica del principio di rispetto assoluto della persona umana, valore che la Scuola Medica di Milano ha collocato alla base del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)1.

Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche, PNEI ed Epigenetica Relazionale nella Vita di Moscati

La validità del paradigma centrato sulla persona formulato da Brera non poggia unicamente su premesse filosofiche, ma si fonda sulla “Teoria della relatività delle reazioni biologiche alla possibilità e alla qualità del coping” (RBR theory), sviluppata a partire dal 19955.

La Relatività delle Reazioni Biologiche

La RBR theory dimostra che la risposta di un organismo a un determinato agente causale o stressor non è deterministica o fissa, ma è relativa e subordinata all’interpretazione soggettiva e alla qualità delle strategie di fronteggiamento (coping) adottate dalla persona5. Superando il modello di Hans Selye—applicabile alla reazione biologica animale (Ra)—Brera ha formulato la dinamica della reazione biologica umana (Rh), la quale include la variabile della decisione libera, della motivazione valoriale e della dimensione spirituale del soggetto2.

Nella pratica clinica di Moscati, la percezione della sofferenza veniva trasformata proprio attraverso l’attivazione di un coping spirituale di alto livello2. Moscati dimostrava che l’affidamento al Trascendente, la speranza e l’esperienza dell’amore oblativo alterano il vissuto soggettivo del dolore, influenzando favorevolmente la risposta biologica dell’organismo e inducendo uno stato di integrità allostatica1.

Mentre il modello deterministico convenzionale presuppone che a uno stressor biologico corrisponda una reazione organica fissa condizionata esclusivamente da meccanismi causa-effetto, l’approccio kairologico interazionista dimostra che la risposta umana è mediata dal significato attribuito all’evento5. L’interruzione della catena deterministica avviene nel momento in cui il soggetto, supportato dall’alleanza terapeutica, attiva un coping esistenziale e valoriale capace di modulare la cascata fisiologica dello stress1.

Psiconeuroendocrinoimmunologia ed Epigenetica Relazionale

Le moderne acquisizioni della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica relazionale forniscono una conferma scientifica a queste intuizioni2. La relazione clinica, il senso di accoglienza e la qualità morale del contatto umano agiscono come veri e propri fattori epigenetici3:

  1. Modulazione dell’Asse HPA e del Carico Allostatico: L’incontro kairologico e l’empatia compassionevole riducono l’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, diminuendo la secrezione cronica di cortisolo e citochine pro-infiammatorie e favorendo il ripristino dell’omeofilisi organica1.
  2. Riprogrammazione Epigenetica e Trascrizione Genica: La presenza di significati valoriali e la percezione dell’amore incondizionato influenzano i meccanismi di metilazione del DNA e di modificazione degli istoni nelle cellule immunitarie, promuovendo pattern trascrizionali associati alla salute e alla protezione cellulare3.
  3. Realizzazione della Teleonomia Pneumatica: Nell’ambito della Kairologia, l’orientamento della volontà verso il bene, la verità e la bellezza costituisce l’espressione della teleonomia umana, in grado di armonizzare l’assetto psico-biologico dell’individuo1.

L’esperienza spirituale di Moscati si traduceva in una condotta di continua dedizione verso l’altro, sostenuta da una solida vita interiore10. Un appunto autografo ritrovato dopo la sua morte esprime tale dinamica:

«Mio Gesù amore! Il vostro amore mi rende sublime; il vostro amore mi santifica, mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all’infinita bellezza di tutti gli esseri, creati a vostra immagine e somiglianza»10.

La vita di Moscati testimonia come l’amore oblativo e la motivazione spirituale costituiscano risorse in grado di preservare l’integrità del clinico contro l’usura professionale e di trasformare l’atto medico in un fattore epigenetico positivo per il malato2.

Confronto Sistematico dei Paradigmi Epistemologici e Clinici

Per facilitare una valutazione analitica delle differenze epistemologiche tra il paradigma meccanicista tradizionale e il paradigma kairologico personalista incarnato da San Giuseppe Moscati e teorizzato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera, si riportano di seguito due tabelle comparative sintetiche.

Tabella 1: Analisi Dicotomica tra la Medicina del Chronos e la Medicina Centrata sulla Persona (Kairos)

 

Categoria Epistemologica Medicina Meccanicista Determinista (Chronos) Medicina Centrata sulla Persona e Kairologia (Kairos)
Dimensione Temporale Quantitativa, sequenziale, metrica, vincolata alla durata della prestazione e al protocollo burocratico1. Qualitativa, esistenziale, opportuna, focalizzata sull’istante significativo dell’incontro e della scelta1.
Oggetto dell’Atto Clinico La malattia organica, il sintomo isolato, la lesione tissutale o il parametro alterato1. La Persona malata nella sua totalità biologica, psicologica, relazionale e spirituale1.
Modello di Risposta Biologica Deterministico e rigido (Ra), basato sul modello di adattamento generico allo stressor3. Relativo alla qualità del coping (Rh), modulato dall’interpretazione soggettiva e dai valori5.
Relazione Medico-Paziente Prestazionale, direttiva, incentrata sul deficit e neutralizzata dal punto di vista emotivo6. Co-costruzione kairologica, maieutica della dignità, ascolto empatico ed erogazione di senso1.
Finalità della Cura Soppressione del sintomo organico e ripristino dei valori di norma di laboratorio4. Realizzazione della teleonomia umana, promozione dell’adattamento creativo e della salute1.

Tabella 2: Corrispondenza tra le Fasi della Carriera di Giuseppe Moscati e i Principi della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera

 

Tappa Storico-Scientifica (Moscati) Evidenza Documentale e Bibliografica Corrispettivo Epistemologico Kairologico (Brera)
Indagine Biochimica sul Glicogeno Pubblicazioni su Hoppe-Seyler’s Zeitschrift e Atti Accademia Medico-Chirurgica (1906-1911)13. Riconoscimento della teleonomia della materia organica e dell’ordine intelligibile inscritto nella biologia1.
Pionierismo nell’Insulinoterapia Primo utilizzo dell’insulina a Napoli nel gennaio 1922 per la cura del coma diabetico16. Capacità di cogliere il Kairos della scoperta scientifica per volgerlo tempestivamente al salvataggio della vita1.
Integrazione tra Fede e Scienza Libera Docenza (1922) e lettere: «Una sola scienza è incrollabile… quella dell’aldilà!»10. Superamento del dualismo cartesiano; sintesi tra la causalità efficiente biomolecolare e la causa finale teleonomica1.
Attività Clinica agli Incurabili Assistenza gratuita agli indigenti, supporto economico e diagnosi integrale della persona10. Applicazione ante-litteram del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e del tempo inteso come Kairos1.

Conclusione: San Giuseppe Moscati come Archetipo del Medico Kairologico nel Terzo Millennio

La rilettura dell’esperienza scientifica, umana e spirituale di San Giuseppe Moscati alla luce della Kairologia e del paradigma fondato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera evidenzia la validità di una visione della medicina incentrata sulla persona1. Moscati ha dimostrato che l’eccellenza della ricerca biochimica e il rigore metodologico non sono incompatibili con la dimensione spirituale, ma trovano in essa il loro compimento teleonomico1.

Anticipando i principi della Psiconeuroendocrinoimmunologia e dell’epigenetica relazionale, Moscati ha mostrato come l’attenzione empatica e l’amore oblativo costituiscano determinanti primari della salute e del fronteggiamento della malattia1. Sottraendo l’atto clinico al mero scorrere del Chronos burocratico, egli ha trasformato la relazione terapeutica in un Kairos, all’interno del quale la diagnosi e la cura diventano momenti di restituzione della dignità umana1.

Per la formazione medica promossa dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, la testimonianza di San Giuseppe Moscati rappresenta un modello operativo1. Essa conferma che la scienza medica del terzo millennio, per essere autenticamente efficace, deve coniugare l’avanzamento tecnologico con una profonda ermeneutica della persona, restituendo al tempo della cura il suo valore di momento di crescita, speranza e salute integrale1.

Bibliografia

1.Comitato Sanitario Nazionale. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 21 lug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

2.Comitato Sanitario Nazionale. Adolescentologia Clinica Archivi [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/adolescentologia-clinica/

3.Comitato Sanitario Nazionale. I frutti dello Spirito Santo nella prospettiva della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera: Una sintesi teologico-antropologica, epistemologica e psiconeuroendocrinoimmunologica [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 11 aug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/08/11/i-frutti-dello-spirito-santo-nella-prospettiva-della-kairologia-di-giuseppe-rodolfo-brera-una-sintesi-teologico-antropologica-epistemologica-e-psiconeuroendocrinoimmunologica/

4.Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/

5.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Università Ambrosiana; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

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[1] Pubblicato su www.adolescentologiaonline.it/ il 21/08/2026

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of the life, scientific work, and spiritual witness of Saint Giuseppe Moscati (1880–1927), reinterpreted through the theoretical framework of Kairology and Person-Centered Medicine (PCM), as formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University’s Milan School of Medicine. Moving beyond the Cartesian-Bernardian mechanistic paradigm that reduces clinical practice to chronological, metric measurement (Chronos), Kairology introduces the existential, qualitative, and teleonomic dimension of time (Kairos)—the opportune moment of grace, moral decision, and therapeutic encounter. Moscati’s pioneering biochemical contributions—particularly his groundbreaking research on glycogen metabolism, parenteral polysaccharide absorption, and his early clinical adoption of insulin in 1922—are synthesized with his personalist clinical vision, which recognized in every suffering person an immortal soul and an image of Christ. Through Brera’s Theory of the Relativity of Biological Reactions to Coping Quality (RBR) and psychoneuroendocrinoimmunological (PNEI) principles, Moscati’s existential choice of selfless love and spiritual devotion is demonstrated to represent the operational realization of human teleonomy and relational epigenetics, establishing him as an archetype of the Kairological physician for contemporary medical science.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, San Giuseppe Moscati, Person-Centered Medicine, Epistemology, Epigenetics, Teleonomy, Glycogen Metabolism, Psychoneuroendocrinoimmunology.

Introduzione ed Inquadramento Epistemologico: Dalla Tirannia del Chronos al Dispiegamento del Kairos

La scienza medica contemporanea ha attraversato una profonda evoluzione epistemologica, segnata dalla necessità insostituibile di superare i limiti del riduzionismo biomolecolare e del positivismo di matrice bernardiana1. Tale paradigma deterministico, storicamente fondato sulla scissione cartesiana tra res cogitans e res extensa, ha ridotto per oltre un secolo l’organismo umano a un mero meccanismo biologico e la malattia a una semplice alterazione fisico-chimica della struttura molecolare, estromettendo la dimensione soggettiva, morale e spirituale dal nucleo primario dell’atto clinico1. A partire dai primi anni Novanta del Novecento, con la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la successiva fondazione della Scuola Medica di Milano presso l’Università Ambrosiana, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha promosso un radicale cambio di paradigma scientifico ed epistemologico1.

Il fulcro ermeneutico di questa trasformazione poggia sulla Kairologia, teoria formulata da Brera nel 1993 e formalizzata nel Manifesto della Kairologia del 19961. La Kairologia scardina la concezione classica del tempo clinico introducendo una distinzione categoriale tra due dimensioni temporali ontologicamente ed epistemologicamente opposte1:

  • Chronos: la temporalità quantitativa, misurabile, lineare e riduzionista propria della meccanica classica bernardiana1. Essa misura lo scorrere metrico dei processi biologico-invecchianti, la dinamica sintomatica e la successione temporale delle procedure diagnostico-terapeutiche1.
  • Kairos: il tempo opportuno, il momento propizio e qualitativo di grazia, svelamento e sintesi creativa1. Esso costituisce l’istante esistenziale in cui la libertà, la responsabilità morale e la decisione soggettiva irrompono nella storia dell’individuo per imprimere una direzione nuova e significante all’esistenza, trasformando l’esperienza della sofferenza in un atto dotato di senso teleonomico1.

Applicare l’ermeneutica kairologica alla figura storica, scientifica e spirituale di San Giuseppe Moscati (1880–1927) consente di interpretare la sua straordinaria efficacia clinica e la sua statura umana non come eventi disgiunti dal rigore scientifico, ma come la prima anticipazione storica pienamente realizzata del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1. Moscati, insigne biochimico e primario dell’Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili di Napoli, ha saputo saldare la massima precisione della ricerca sperimentale con una percezione kairologica del malato, rivelando che la salute non costituisce uno stato statico né il mero risultato dell’espressione genica, bensì un processo dinamico di adattamento creativo e di realizzazione teleonomica1.

Il Profilo Scientifico di Giuseppe Moscati: Rigore Biochimico e Teleonomia della Natura Umana

Nel dibattito storiografico, la figura di Giuseppe Moscati è stata talvolta confinata entro una lettura agiografica che ne ha ridimensionato il profilo strettamente accademico, separando la sua profonda devozione dall’attività di ricerca biochimica. L’analisi diretta dei suoi contributi bibliografici rivela al contrario uno scienziato di livello internazionale, pienamente inserito nei circuiti d’avanguardia della Fisiologia e della Chimica Biologica della prima metà del Novecento13.

Le Ricerche Pionieristiche sul Glicogeno e sui Polisaccaridi

Moscati avviò la sua attività accademica nei laboratori dell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Napoli, diretto da Filippo Bottazzi, figura di spicco della biochimica italiana13. In questo contesto, Moscati affrontò lo studio del metabolismo intermedio dei carboidrati con un approccio sperimentale quantitativo e rigoroso13.

Tra i suoi contributi più rilevanti, pubblicati sia su riviste italiane come gli Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli e la Riforma Medica, sia su testate internazionali quali Hoppe-Seyler’s Zeitschrift für Physiologische Chemie e gli Archives Italiennes de Biologie, figura la celebre trilogia di studi sulla salda d’amido somministrata per via parenterale13. Moscati dimostrò sperimentalmente che le soluzioni di amido iniettate per via sottocutanea o endovenosa non venivano prontamente eliminate attraverso le urine, ma venivano trattenute dai tessuti parenchimatosi e trasformate in glicogeno, identificando i meccanismi fisiologici di deposito dei polisaccaridi di riserva nell’organismo umano e animale13.

La sua indagine biochimica si estese a molteplici ambiti applicativi14:

  • Ostetricia e Medicina Legale: Isolò e quantificò il glicogeno nella placenta umana, analizzandone la curva di scomparsa post-partum e attribuendo a tale parametro un valore diagnostico e medico-legale14.
  • Fisiopatologia Muscolare: Determinò la concentrazione di glicogeno nei muscoli scheletrici e le modalità della sua consumazione post-mortem, correlando la riserva polisaccaridica allo stato di nutrizione e all’attività motoria14.
  • Diagnostica Pneumologica: Rilevò la presenza di glicogeno negli espettorati, definendone il significato prognostico nelle affezioni dell’apparato respiratorio14.
  • Farmacologia e Endocrinologia: Studiò l’azione della chinina sull’autolisi epatica e splenica, l’influenza della cloroformizzazione sul glicogeno muscolare e gli effetti metabolici determinati dall’ipofisectomia nei cani attraverso una tecnica chirurgica orbitaria originale14.

L’Introduzione dell’Insulinoterapia e la Libera Docenza

L’apertura di Moscati all’innovazione farmacologica e biochimica trovò un momento apicale nel gennaio del 192216. A pochissimi mesi dalle sperimentazioni cliniche condotte da Banting e Best a Toronto, Moscati fu tra i primissimi clinici in Italia a impiegare l’insulina per il trattamento del diabete mellito16. La sua familiarità con la fisiopatologia dei glucidi gli consentì di comprendere la portata di quella scoperta, salvando numerosi pazienti affetti da forme severe di patologia metabolica16.

Nel maggio del 1921, il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale degli Incurabili nominò Moscati Primario16. Successivamente, nel giugno del 1922, la Commissione Ministeriale lo abilitò alla Libera Docenza in Clinica Medica Generale16. La Commissione esaminatrice, constatata la straordinaria profondità e l’originalità dei suoi lavori pubblicati, lo dichiarò idoneo all’unanimità, esonerandolo formalmente dalla prova pratica, dalla lezione e dalla discussione dei titoli14.

Dalla prospettiva della Medicina Centrata sulla Persona, l’operato di Moscati evidenzia l’assenza di frattura tra ricerca scientifica e ricerca del senso2. Per Moscati, la biologia molecolare manifesta una sottostante “teleonomia”—l’orientamento intrinseco della natura verso l’ordine, la verità e la vita1. Il rigore analitico del laboratorio non costituiva un fine autosufficiente, ma lo strumento per svelare la struttura del vivente e mettere la conoscenza al servizio dell’uomo allettato10.

La Lettura Kairologica dell’Atto Clinico Moscatiano: L’Ermeneutica Persona-Centrata

Nel modello biomedico meccanicista, l’atto medico è concepito come un intervento strettamente tecnico che si consuma nel tempo della misurazione cronologica (Chronos): la raccolta dei dati, l’esame obiettivo, la refertazione e la prescrizione della terapia1. La Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera dimostra invece che la cura reale avviene quando la relazione tra medico e paziente si trasforma in una co-costruzione kairologica, un momento opportuno in cui la sofferenza biologica viene integrata nella totalità della persona1.

La Trasformazione del Tempo Relazionale

La prassi clinica di Moscati presso l’Ospedale degli Incurabili e nel suo studio privato offre una testimonianza storica di approccio kairologico13. Moscati rifiutava la logica del tempo affrettato e burocratico1. L’incontro con la persona malata era vissuto come un momento non replicabile, all’interno del quale la diagnosi biologica si univa alla comprensione della situazione esistenziale, familiare ed economica del paziente1.

Questa visione emerge chiaramente dai suoi scritti personali e dalle sue lettere indirizzate ai colleghi e agli allievi10:

«Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunti la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra madre sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all’invidia, disposto soltanto al bene»10.

In una seconda lettera, ammonendo contro i rischi dell’inaridimento riduzionista, Moscati precisava:

«Ahimè la nostra scienza, se fosse tutta fredda e destinata soltanto a mantenere i minuti piaceri del corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un’ancella del materialismo e dell’egoismo! E perciò per mantenerla al riparo da simile accusa, noi medici, in momenti supremi… ricordiamoci di avere di fronte a noi, oltre che un corpo, un’anima, creatura di Dio»10.

Il Percorso Maieutico e l’Ermeneutica della Sofferenza

Sotto il profilo epistemologico, Moscati intendeva il sintomo fisico come un segnale semiologico complesso, rivelatore di una sofferenza che coinvolge l’intera dimensione psico-biologica e spirituale del soggetto4. Rifiutando i compensi dai pazienti indigenti e lasciando spesso un contributo economico sotto la ricetta medica, Moscati effettuava una vera e propria restituzione di dignità ontologica10.

Il momento della visita si trasformava in un Kairos in cui il dolore perdeva la connotazione di casualità per essere ri-significato2. La massima moscatiana secondo cui gli ammalati rappresentano la figura stessa di Cristo costituisce un’anticipazione etica del principio di rispetto assoluto della persona umana, valore che la Scuola Medica di Milano ha collocato alla base del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)1.

Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche, PNEI ed Epigenetica Relazionale nella Vita di Moscati

La validità del paradigma centrato sulla persona formulato da Brera non poggia unicamente su premesse filosofiche, ma si fonda sulla “Teoria della relatività delle reazioni biologiche alla possibilità e alla qualità del coping” (RBR theory), sviluppata a partire dal 19955.

La Relatività delle Reazioni Biologiche

La RBR theory dimostra che la risposta di un organismo a un determinato agente causale o stressor non è deterministica o fissa, ma è relativa e subordinata all’interpretazione soggettiva e alla qualità delle strategie di fronteggiamento (coping) adottate dalla persona5. Superando il modello di Hans Selye—applicabile alla reazione biologica animale (Ra)—Brera ha formulato la dinamica della reazione biologica umana (Rh), la quale include la variabile della decisione libera, della motivazione valoriale e della dimensione spirituale del soggetto2.

Nella pratica clinica di Moscati, la percezione della sofferenza veniva trasformata proprio attraverso l’attivazione di un coping spirituale di alto livello2. Moscati dimostrava che l’affidamento al Trascendente, la speranza e l’esperienza dell’amore oblativo alterano il vissuto soggettivo del dolore, influenzando favorevolmente la risposta biologica dell’organismo e inducendo uno stato di integrità allostatica1.

Mentre il modello deterministico convenzionale presuppone che a uno stressor biologico corrisponda una reazione organica fissa condizionata esclusivamente da meccanismi causa-effetto, l’approccio kairologico interazionista dimostra che la risposta umana è mediata dal significato attribuito all’evento5. L’interruzione della catena deterministica avviene nel momento in cui il soggetto, supportato dall’alleanza terapeutica, attiva un coping esistenziale e valoriale capace di modulare la cascata fisiologica dello stress1.

Psiconeuroendocrinoimmunologia ed Epigenetica Relazionale

Le moderne acquisizioni della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica relazionale forniscono una conferma scientifica a queste intuizioni2. La relazione clinica, il senso di accoglienza e la qualità morale del contatto umano agiscono come veri e propri fattori epigenetici3:

  1. Modulazione dell’Asse HPA e del Carico Allostatico: L’incontro kairologico e l’empatia compassionevole riducono l’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, diminuendo la secrezione cronica di cortisolo e citochine pro-infiammatorie e favorendo il ripristino dell’omeofilisi organica1.
  2. Riprogrammazione Epigenetica e Trascrizione Genica: La presenza di significati valoriali e la percezione dell’amore incondizionato influenzano i meccanismi di metilazione del DNA e di modificazione degli istoni nelle cellule immunitarie, promuovendo pattern trascrizionali associati alla salute e alla protezione cellulare3.
  3. Realizzazione della Teleonomia Pneumatica: Nell’ambito della Kairologia, l’orientamento della volontà verso il bene, la verità e la bellezza costituisce l’espressione della teleonomia umana, in grado di armonizzare l’assetto psico-biologico dell’individuo1.

L’esperienza spirituale di Moscati si traduceva in una condotta di continua dedizione verso l’altro, sostenuta da una solida vita interiore10. Un appunto autografo ritrovato dopo la sua morte esprime tale dinamica:

«Mio Gesù amore! Il vostro amore mi rende sublime; il vostro amore mi santifica, mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all’infinita bellezza di tutti gli esseri, creati a vostra immagine e somiglianza»10.

La vita di Moscati testimonia come l’amore oblativo e la motivazione spirituale costituiscano risorse in grado di preservare l’integrità del clinico contro l’usura professionale e di trasformare l’atto medico in un fattore epigenetico positivo per il malato2.

Confronto Sistematico dei Paradigmi Epistemologici e Clinici

Per facilitare una valutazione analitica delle differenze epistemologiche tra il paradigma meccanicista tradizionale e il paradigma kairologico personalista incarnato da San Giuseppe Moscati e teorizzato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera, si riportano di seguito due tabelle comparative sintetiche.

Tabella 1: Analisi Dicotomica tra la Medicina del Chronos e la Medicina Centrata sulla Persona (Kairos)

 

Categoria Epistemologica Medicina Meccanicista Determinista (Chronos) Medicina Centrata sulla Persona e Kairologia (Kairos)
Dimensione Temporale Quantitativa, sequenziale, metrica, vincolata alla durata della prestazione e al protocollo burocratico1. Qualitativa, esistenziale, opportuna, focalizzata sull’istante significativo dell’incontro e della scelta1.
Oggetto dell’Atto Clinico La malattia organica, il sintomo isolato, la lesione tissutale o il parametro alterato1. La Persona malata nella sua totalità biologica, psicologica, relazionale e spirituale1.
Modello di Risposta Biologica Deterministico e rigido (Ra), basato sul modello di adattamento generico allo stressor3. Relativo alla qualità del coping (Rh), modulato dall’interpretazione soggettiva e dai valori5.
Relazione Medico-Paziente Prestazionale, direttiva, incentrata sul deficit e neutralizzata dal punto di vista emotivo6. Co-costruzione kairologica, maieutica della dignità, ascolto empatico ed erogazione di senso1.
Finalità della Cura Soppressione del sintomo organico e ripristino dei valori di norma di laboratorio4. Realizzazione della teleonomia umana, promozione dell’adattamento creativo e della salute1.

Tabella 2: Corrispondenza tra le Fasi della Carriera di Giuseppe Moscati e i Principi della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera

 

Tappa Storico-Scientifica (Moscati) Evidenza Documentale e Bibliografica Corrispettivo Epistemologico Kairologico (Brera)
Indagine Biochimica sul Glicogeno Pubblicazioni su Hoppe-Seyler’s Zeitschrift e Atti Accademia Medico-Chirurgica (1906-1911)13. Riconoscimento della teleonomia della materia organica e dell’ordine intelligibile inscritto nella biologia1.
Pionierismo nell’Insulinoterapia Primo utilizzo dell’insulina a Napoli nel gennaio 1922 per la cura del coma diabetico16. Capacità di cogliere il Kairos della scoperta scientifica per volgerlo tempestivamente al salvataggio della vita1.
Integrazione tra Fede e Scienza Libera Docenza (1922) e lettere: «Una sola scienza è incrollabile… quella dell’aldilà!»10. Superamento del dualismo cartesiano; sintesi tra la causalità efficiente biomolecolare e la causa finale teleonomica1.
Attività Clinica agli Incurabili Assistenza gratuita agli indigenti, supporto economico e diagnosi integrale della persona10. Applicazione ante-litteram del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e del tempo inteso come Kairos1.

Conclusione: San Giuseppe Moscati come Archetipo del Medico Kairologico nel Terzo Millennio

La rilettura dell’esperienza scientifica, umana e spirituale di San Giuseppe Moscati alla luce della Kairologia e del paradigma fondato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera evidenzia la validità di una visione della medicina incentrata sulla persona1. Moscati ha dimostrato che l’eccellenza della ricerca biochimica e il rigore metodologico non sono incompatibili con la dimensione spirituale, ma trovano in essa il loro compimento teleonomico1.

Anticipando i principi della Psiconeuroendocrinoimmunologia e dell’epigenetica relazionale, Moscati ha mostrato come l’attenzione empatica e l’amore oblativo costituiscano determinanti primari della salute e del fronteggiamento della malattia1. Sottraendo l’atto clinico al mero scorrere del Chronos burocratico, egli ha trasformato la relazione terapeutica in un Kairos, all’interno del quale la diagnosi e la cura diventano momenti di restituzione della dignità umana1.

Per la formazione medica promossa dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, la testimonianza di San Giuseppe Moscati rappresenta un modello operativo1. Essa conferma che la scienza medica del terzo millennio, per essere autenticamente efficace, deve coniugare l’avanzamento tecnologico con una profonda ermeneutica della persona, restituendo al tempo della cura il suo valore di momento di crescita, speranza e salute integrale1.

Bibliografia

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25.Comitato Sanitario Nazionale. La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 17 aug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/08/17/la-volonta-nella-medicina-centrata-sulla-persona-secondo-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-fondamenti-epistemologici-clinici-ed-epigenetici/

26.Unilibro. Libri di Giuseppe Brera: Tutti i libri dell’autore online [Internet]. Unilibro; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.unilibro.it/libri/f/autore/brera_giuseppe_r

 

[1] Pubblicato su www.adolescentologiaonline.it/ il 21/08/2026

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of the life, scientific work, and spiritual witness of Saint Giuseppe Moscati (1880–1927), reinterpreted through the theoretical framework of Kairology and Person-Centered Medicine (PCM), as formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University’s Milan School of Medicine. Moving beyond the Cartesian-Bernardian mechanistic paradigm that reduces clinical practice to chronological, metric measurement (Chronos), Kairology introduces the existential, qualitative, and teleonomic dimension of time (Kairos)—the opportune moment of grace, moral decision, and therapeutic encounter. Moscati’s pioneering biochemical contributions—particularly his groundbreaking research on glycogen metabolism, parenteral polysaccharide absorption, and his early clinical adoption of insulin in 1922—are synthesized with his personalist clinical vision, which recognized in every suffering person an immortal soul and an image of Christ. Through Brera’s Theory of the Relativity of Biological Reactions to Coping Quality (RBR) and psychoneuroendocrinoimmunological (PNEI) principles, Moscati’s existential choice of selfless love and spiritual devotion is demonstrated to represent the operational realization of human teleonomy and relational epigenetics, establishing him as an archetype of the Kairological physician for contemporary medical science.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, San Giuseppe Moscati, Person-Centered Medicine, Epistemology, Epigenetics, Teleonomy, Glycogen Metabolism, Psychoneuroendocrinoimmunology.

Introduzione ed Inquadramento Epistemologico: Dalla Tirannia del Chronos al Dispiegamento del Kairos

La scienza medica contemporanea ha attraversato una profonda evoluzione epistemologica, segnata dalla necessità insostituibile di superare i limiti del riduzionismo biomolecolare e del positivismo di matrice bernardiana1. Tale paradigma deterministico, storicamente fondato sulla scissione cartesiana tra res cogitans e res extensa, ha ridotto per oltre un secolo l’organismo umano a un mero meccanismo biologico e la malattia a una semplice alterazione fisico-chimica della struttura molecolare, estromettendo la dimensione soggettiva, morale e spirituale dal nucleo primario dell’atto clinico1. A partire dai primi anni Novanta del Novecento, con la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la successiva fondazione della Scuola Medica di Milano presso l’Università Ambrosiana, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha promosso un radicale cambio di paradigma scientifico ed epistemologico1.

Il fulcro ermeneutico di questa trasformazione poggia sulla Kairologia, teoria formulata da Brera nel 1993 e formalizzata nel Manifesto della Kairologia del 19961. La Kairologia scardina la concezione classica del tempo clinico introducendo una distinzione categoriale tra due dimensioni temporali ontologicamente ed epistemologicamente opposte1:

  • Chronos: la temporalità quantitativa, misurabile, lineare e riduzionista propria della meccanica classica bernardiana1. Essa misura lo scorrere metrico dei processi biologico-invecchianti, la dinamica sintomatica e la successione temporale delle procedure diagnostico-terapeutiche1.
  • Kairos: il tempo opportuno, il momento propizio e qualitativo di grazia, svelamento e sintesi creativa1. Esso costituisce l’istante esistenziale in cui la libertà, la responsabilità morale e la decisione soggettiva irrompono nella storia dell’individuo per imprimere una direzione nuova e significante all’esistenza, trasformando l’esperienza della sofferenza in un atto dotato di senso teleonomico1.

Applicare l’ermeneutica kairologica alla figura storica, scientifica e spirituale di San Giuseppe Moscati (1880–1927) consente di interpretare la sua straordinaria efficacia clinica e la sua statura umana non come eventi disgiunti dal rigore scientifico, ma come la prima anticipazione storica pienamente realizzata del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1. Moscati, insigne biochimico e primario dell’Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili di Napoli, ha saputo saldare la massima precisione della ricerca sperimentale con una percezione kairologica del malato, rivelando che la salute non costituisce uno stato statico né il mero risultato dell’espressione genica, bensì un processo dinamico di adattamento creativo e di realizzazione teleonomica1.

Il Profilo Scientifico di Giuseppe Moscati: Rigore Biochimico e Teleonomia della Natura Umana

Nel dibattito storiografico, la figura di Giuseppe Moscati è stata talvolta confinata entro una lettura agiografica che ne ha ridimensionato il profilo strettamente accademico, separando la sua profonda devozione dall’attività di ricerca biochimica. L’analisi diretta dei suoi contributi bibliografici rivela al contrario uno scienziato di livello internazionale, pienamente inserito nei circuiti d’avanguardia della Fisiologia e della Chimica Biologica della prima metà del Novecento13.

Le Ricerche Pionieristiche sul Glicogeno e sui Polisaccaridi

Moscati avviò la sua attività accademica nei laboratori dell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Napoli, diretto da Filippo Bottazzi, figura di spicco della biochimica italiana13. In questo contesto, Moscati affrontò lo studio del metabolismo intermedio dei carboidrati con un approccio sperimentale quantitativo e rigoroso13.

Tra i suoi contributi più rilevanti, pubblicati sia su riviste italiane come gli Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli e la Riforma Medica, sia su testate internazionali quali Hoppe-Seyler’s Zeitschrift für Physiologische Chemie e gli Archives Italiennes de Biologie, figura la celebre trilogia di studi sulla salda d’amido somministrata per via parenterale13. Moscati dimostrò sperimentalmente che le soluzioni di amido iniettate per via sottocutanea o endovenosa non venivano prontamente eliminate attraverso le urine, ma venivano trattenute dai tessuti parenchimatosi e trasformate in glicogeno, identificando i meccanismi fisiologici di deposito dei polisaccaridi di riserva nell’organismo umano e animale13.

La sua indagine biochimica si estese a molteplici ambiti applicativi14:

  • Ostetricia e Medicina Legale: Isolò e quantificò il glicogeno nella placenta umana, analizzandone la curva di scomparsa post-partum e attribuendo a tale parametro un valore diagnostico e medico-legale14.
  • Fisiopatologia Muscolare: Determinò la concentrazione di glicogeno nei muscoli scheletrici e le modalità della sua consumazione post-mortem, correlando la riserva polisaccaridica allo stato di nutrizione e all’attività motoria14.
  • Diagnostica Pneumologica: Rilevò la presenza di glicogeno negli espettorati, definendone il significato prognostico nelle affezioni dell’apparato respiratorio14.
  • Farmacologia e Endocrinologia: Studiò l’azione della chinina sull’autolisi epatica e splenica, l’influenza della cloroformizzazione sul glicogeno muscolare e gli effetti metabolici determinati dall’ipofisectomia nei cani attraverso una tecnica chirurgica orbitaria originale14.

L’Introduzione dell’Insulinoterapia e la Libera Docenza

L’apertura di Moscati all’innovazione farmacologica e biochimica trovò un momento apicale nel gennaio del 192216. A pochissimi mesi dalle sperimentazioni cliniche condotte da Banting e Best a Toronto, Moscati fu tra i primissimi clinici in Italia a impiegare l’insulina per il trattamento del diabete mellito16. La sua familiarità con la fisiopatologia dei glucidi gli consentì di comprendere la portata di quella scoperta, salvando numerosi pazienti affetti da forme severe di patologia metabolica16.

Nel maggio del 1921, il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale degli Incurabili nominò Moscati Primario16. Successivamente, nel giugno del 1922, la Commissione Ministeriale lo abilitò alla Libera Docenza in Clinica Medica Generale16. La Commissione esaminatrice, constatata la straordinaria profondità e l’originalità dei suoi lavori pubblicati, lo dichiarò idoneo all’unanimità, esonerandolo formalmente dalla prova pratica, dalla lezione e dalla discussione dei titoli14.

Dalla prospettiva della Medicina Centrata sulla Persona, l’operato di Moscati evidenzia l’assenza di frattura tra ricerca scientifica e ricerca del senso2. Per Moscati, la biologia molecolare manifesta una sottostante “teleonomia”—l’orientamento intrinseco della natura verso l’ordine, la verità e la vita1. Il rigore analitico del laboratorio non costituiva un fine autosufficiente, ma lo strumento per svelare la struttura del vivente e mettere la conoscenza al servizio dell’uomo allettato10.

La Lettura Kairologica dell’Atto Clinico Moscatiano: L’Ermeneutica Persona-Centrata

Nel modello biomedico meccanicista, l’atto medico è concepito come un intervento strettamente tecnico che si consuma nel tempo della misurazione cronologica (Chronos): la raccolta dei dati, l’esame obiettivo, la refertazione e la prescrizione della terapia1. La Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera dimostra invece che la cura reale avviene quando la relazione tra medico e paziente si trasforma in una co-costruzione kairologica, un momento opportuno in cui la sofferenza biologica viene integrata nella totalità della persona1.

La Trasformazione del Tempo Relazionale

La prassi clinica di Moscati presso l’Ospedale degli Incurabili e nel suo studio privato offre una testimonianza storica di approccio kairologico13. Moscati rifiutava la logica del tempo affrettato e burocratico1. L’incontro con la persona malata era vissuto come un momento non replicabile, all’interno del quale la diagnosi biologica si univa alla comprensione della situazione esistenziale, familiare ed economica del paziente1.

Questa visione emerge chiaramente dai suoi scritti personali e dalle sue lettere indirizzate ai colleghi e agli allievi10:

«Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunti la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra madre sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all’invidia, disposto soltanto al bene»10.

In una seconda lettera, ammonendo contro i rischi dell’inaridimento riduzionista, Moscati precisava:

«Ahimè la nostra scienza, se fosse tutta fredda e destinata soltanto a mantenere i minuti piaceri del corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un’ancella del materialismo e dell’egoismo! E perciò per mantenerla al riparo da simile accusa, noi medici, in momenti supremi… ricordiamoci di avere di fronte a noi, oltre che un corpo, un’anima, creatura di Dio»10.

Il Percorso Maieutico e l’Ermeneutica della Sofferenza

Sotto il profilo epistemologico, Moscati intendeva il sintomo fisico come un segnale semiologico complesso, rivelatore di una sofferenza che coinvolge l’intera dimensione psico-biologica e spirituale del soggetto4. Rifiutando i compensi dai pazienti indigenti e lasciando spesso un contributo economico sotto la ricetta medica, Moscati effettuava una vera e propria restituzione di dignità ontologica10.

Il momento della visita si trasformava in un Kairos in cui il dolore perdeva la connotazione di casualità per essere ri-significato2. La massima moscatiana secondo cui gli ammalati rappresentano la figura stessa di Cristo costituisce un’anticipazione etica del principio di rispetto assoluto della persona umana, valore che la Scuola Medica di Milano ha collocato alla base del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)1.

Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche, PNEI ed Epigenetica Relazionale nella Vita di Moscati

La validità del paradigma centrato sulla persona formulato da Brera non poggia unicamente su premesse filosofiche, ma si fonda sulla “Teoria della relatività delle reazioni biologiche alla possibilità e alla qualità del coping” (RBR theory), sviluppata a partire dal 19955.

La Relatività delle Reazioni Biologiche

La RBR theory dimostra che la risposta di un organismo a un determinato agente causale o stressor non è deterministica o fissa, ma è relativa e subordinata all’interpretazione soggettiva e alla qualità delle strategie di fronteggiamento (coping) adottate dalla persona5. Superando il modello di Hans Selye—applicabile alla reazione biologica animale (Ra)—Brera ha formulato la dinamica della reazione biologica umana (Rh), la quale include la variabile della decisione libera, della motivazione valoriale e della dimensione spirituale del soggetto2.

Nella pratica clinica di Moscati, la percezione della sofferenza veniva trasformata proprio attraverso l’attivazione di un coping spirituale di alto livello2. Moscati dimostrava che l’affidamento al Trascendente, la speranza e l’esperienza dell’amore oblativo alterano il vissuto soggettivo del dolore, influenzando favorevolmente la risposta biologica dell’organismo e inducendo uno stato di integrità allostatica1.

Mentre il modello deterministico convenzionale presuppone che a uno stressor biologico corrisponda una reazione organica fissa condizionata esclusivamente da meccanismi causa-effetto, l’approccio kairologico interazionista dimostra che la risposta umana è mediata dal significato attribuito all’evento5. L’interruzione della catena deterministica avviene nel momento in cui il soggetto, supportato dall’alleanza terapeutica, attiva un coping esistenziale e valoriale capace di modulare la cascata fisiologica dello stress1.

Psiconeuroendocrinoimmunologia ed Epigenetica Relazionale

Le moderne acquisizioni della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica relazionale forniscono una conferma scientifica a queste intuizioni2. La relazione clinica, il senso di accoglienza e la qualità morale del contatto umano agiscono come veri e propri fattori epigenetici3:

  1. Modulazione dell’Asse HPA e del Carico Allostatico: L’incontro kairologico e l’empatia compassionevole riducono l’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, diminuendo la secrezione cronica di cortisolo e citochine pro-infiammatorie e favorendo il ripristino dell’omeofilisi organica1.
  2. Riprogrammazione Epigenetica e Trascrizione Genica: La presenza di significati valoriali e la percezione dell’amore incondizionato influenzano i meccanismi di metilazione del DNA e di modificazione degli istoni nelle cellule immunitarie, promuovendo pattern trascrizionali associati alla salute e alla protezione cellulare3.
  3. Realizzazione della Teleonomia Pneumatica: Nell’ambito della Kairologia, l’orientamento della volontà verso il bene, la verità e la bellezza costituisce l’espressione della teleonomia umana, in grado di armonizzare l’assetto psico-biologico dell’individuo1.

L’esperienza spirituale di Moscati si traduceva in una condotta di continua dedizione verso l’altro, sostenuta da una solida vita interiore10. Un appunto autografo ritrovato dopo la sua morte esprime tale dinamica:

«Mio Gesù amore! Il vostro amore mi rende sublime; il vostro amore mi santifica, mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all’infinita bellezza di tutti gli esseri, creati a vostra immagine e somiglianza»10.

La vita di Moscati testimonia come l’amore oblativo e la motivazione spirituale costituiscano risorse in grado di preservare l’integrità del clinico contro l’usura professionale e di trasformare l’atto medico in un fattore epigenetico positivo per il malato2.

Confronto Sistematico dei Paradigmi Epistemologici e Clinici

Per facilitare una valutazione analitica delle differenze epistemologiche tra il paradigma meccanicista tradizionale e il paradigma kairologico personalista incarnato da San Giuseppe Moscati e teorizzato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera, si riportano di seguito due tabelle comparative sintetiche.

Tabella 1: Analisi Dicotomica tra la Medicina del Chronos e la Medicina Centrata sulla Persona (Kairos)

 

Categoria Epistemologica Medicina Meccanicista Determinista (Chronos) Medicina Centrata sulla Persona e Kairologia (Kairos)
Dimensione Temporale Quantitativa, sequenziale, metrica, vincolata alla durata della prestazione e al protocollo burocratico1. Qualitativa, esistenziale, opportuna, focalizzata sull’istante significativo dell’incontro e della scelta1.
Oggetto dell’Atto Clinico La malattia organica, il sintomo isolato, la lesione tissutale o il parametro alterato1. La Persona malata nella sua totalità biologica, psicologica, relazionale e spirituale1.
Modello di Risposta Biologica Deterministico e rigido (Ra), basato sul modello di adattamento generico allo stressor3. Relativo alla qualità del coping (Rh), modulato dall’interpretazione soggettiva e dai valori5.
Relazione Medico-Paziente Prestazionale, direttiva, incentrata sul deficit e neutralizzata dal punto di vista emotivo6. Co-costruzione kairologica, maieutica della dignità, ascolto empatico ed erogazione di senso1.
Finalità della Cura Soppressione del sintomo organico e ripristino dei valori di norma di laboratorio4. Realizzazione della teleonomia umana, promozione dell’adattamento creativo e della salute1.

Tabella 2: Corrispondenza tra le Fasi della Carriera di Giuseppe Moscati e i Principi della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera

 

Tappa Storico-Scientifica (Moscati) Evidenza Documentale e Bibliografica Corrispettivo Epistemologico Kairologico (Brera)
Indagine Biochimica sul Glicogeno Pubblicazioni su Hoppe-Seyler’s Zeitschrift e Atti Accademia Medico-Chirurgica (1906-1911)13. Riconoscimento della teleonomia della materia organica e dell’ordine intelligibile inscritto nella biologia1.
Pionierismo nell’Insulinoterapia Primo utilizzo dell’insulina a Napoli nel gennaio 1922 per la cura del coma diabetico16. Capacità di cogliere il Kairos della scoperta scientifica per volgerlo tempestivamente al salvataggio della vita1.
Integrazione tra Fede e Scienza Libera Docenza (1922) e lettere: «Una sola scienza è incrollabile… quella dell’aldilà!»10. Superamento del dualismo cartesiano; sintesi tra la causalità efficiente biomolecolare e la causa finale teleonomica1.
Attività Clinica agli Incurabili Assistenza gratuita agli indigenti, supporto economico e diagnosi integrale della persona10. Applicazione ante-litteram del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e del tempo inteso come Kairos1.

Conclusione: San Giuseppe Moscati come Archetipo del Medico Kairologico nel Terzo Millennio

La rilettura dell’esperienza scientifica, umana e spirituale di San Giuseppe Moscati alla luce della Kairologia e del paradigma fondato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera evidenzia la validità di una visione della medicina incentrata sulla persona1. Moscati ha dimostrato che l’eccellenza della ricerca biochimica e il rigore metodologico non sono incompatibili con la dimensione spirituale, ma trovano in essa il loro compimento teleonomico1.

Anticipando i principi della Psiconeuroendocrinoimmunologia e dell’epigenetica relazionale, Moscati ha mostrato come l’attenzione empatica e l’amore oblativo costituiscano determinanti primari della salute e del fronteggiamento della malattia1. Sottraendo l’atto clinico al mero scorrere del Chronos burocratico, egli ha trasformato la relazione terapeutica in un Kairos, all’interno del quale la diagnosi e la cura diventano momenti di restituzione della dignità umana1.

Per la formazione medica promossa dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, la testimonianza di San Giuseppe Moscati rappresenta un modello operativo1. Essa conferma che la scienza medica del terzo millennio, per essere autenticamente efficace, deve coniugare l’avanzamento tecnologico con una profonda ermeneutica della persona, restituendo al tempo della cura il suo valore di momento di crescita, speranza e salute integrale1.

Bibliografia

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14.Cathopedia. San Giuseppe Moscati [Internet]. Cathopedia, l’enciclopedia cattolica; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://it.cathopedia.org/wiki/San_Giuseppe_Moscati

15.Wikipedia. Giuseppe Moscati [Internet]. Wikipedia, l’enciclopedia libera; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Moscati

16.Mariotti M. Il medico campano dei “poveri”: Dottor Giuseppe Moscati [Internet]. UTE Milano; 13 oct 2022 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.utemilano.it/wp-content/uploads/2022/10/01_GIUSEPPE-MOSCATI.-Il-medico-campano-dei-poveri..pdf

17.SulSud. Per il “Calendario laico napoletano”: san Giuseppe Moscati, il medico dei poveri diviso fra scienza e fede [Internet]. SulSud; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://sulsud.it/per-il-calendario-laico-napoletano-san-giuseppe-moscati-il-medico-dei-poveri-diviso-fra-scienza-e-fede/

18.Il Quadrante News. 12 aprile: San Giuseppe Moscati, medico [Internet]. Il Quadrante News; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.ilquadrantenews.it/santo-del-giorno/12-aprile-san-giuseppe-moscati-medico/

20.Editoria Università Ambrosiana. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. Editoria Università Ambrosiana; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.editoriauniversitaambrosiana.it/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent-3/

21.Cultura Cattolica. Il calendario del 12 Aprile [Internet]. Cultura Cattolica; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.culturacattolica.it/cultura/il-calendario-del-marciapiedaio/giorno-per-giorno/il-calendario-del-12-aprile

22.Department of Person-Centered Medicine of Ambrosiana University. Il cambiamento di paradigma della medicina e del concetto di salute [Internet]. Person-Centered Medicine; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.person-centeredmedicine.it/

23.Università Ambrosiana News. Tag: Medicina centrata sulla persona [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/tag/medicina-centrata-sulla-persona/

24.ResearchGate. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. ResearchGate; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/410814932_La_medicina_centrata_sulla_persona_e_l’epopea_della_conoscenza_l’integrazione_tra_il_paradigma_di_Giuseppe_R_Brera_e_la_visione_dantesca_nella_scienza_medica_contemporanea

25.Comitato Sanitario Nazionale. La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 17 aug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/08/17/la-volonta-nella-medicina-centrata-sulla-persona-secondo-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-fondamenti-epistemologici-clinici-ed-epigenetici/

26.Unilibro. Libri di Giuseppe Brera: Tutti i libri dell’autore online [Internet]. Unilibro; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.unilibro.it/libri/f/autore/brera_giuseppe_r

 

[1] Pubblicato su www.adolescentologiaonline.it/ il 21/08/2026

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

La Ricerca della Verità come Cura: Perché la SERS 2026 è Molto Più di un Concorso Scolastico

La Ricerca della Verità come Cura: Perché la SERS 2026 è Molto Più di un Concorso Scolastico

Vito Galante[1]

Nell’era della post-verità, stiamo assistendo a una progressiva e pericolosa erosione del concetto di “realtà oggettiva”. La società contemporanea è scivolata in quella che gli esperti definiscono la “Sindrome del Grande Fratello”: un paradosso culturale in cui la verità viene declassata a mera percezione soggettiva — “è vero ciò che io penso e sento”. Alimentata da un’epidemia nell’uso degli smartphone, questa deriva non è solo un cambiamento di costume, ma una vera e propria minaccia biologica e cognitiva che porta a una “riduzione sottocorticale” del pensiero e dell’affettività.

In questo scenario critico, la SERS 2026 (Settimana Italiana di Educazione alla Ricerca Scientifica) emerge non come un semplice evento accademico, ma come una risposta trasformativa e vitale. Il suo obiettivo? Riportare la bussola della verità al centro della formazione delle nuove generazioni.

  1. La Salute come Scelta Etica: Il Paradigma della Person-Centered Medicine

Il cuore filosofico della SERS 2026 batte nel superamento della vecchia visione di medicina puramente biologica. Seguendo le tesi del Prof. Giuseppe R. Brera, il progetto introduce il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine), dove la salute smette di essere un dato statico per diventare il risultato di una scelta morale e consapevole. La salute è, intrinsecamente, una questione di verità.

“La salute è infatti ‘La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana’ (Brera 2011-2024)”

Secondo questa prospettiva rivoluzionaria, la ricerca della verità è un atto etico fondamentale. Scegliere la realtà rispetto alla “pseudo-realtà” non è un lusso intellettuale, ma la base necessaria per il benessere spirituale, psichico e fisico. In questa cornice, la moralità e la capacità di orientarsi verso “possibilità vere” diventano i veri determinanti della longevità e della qualità della vita.

  1. Il Metacodice della Verità: Gli “Apostoli dell’Immunità”

Uno dei punti di forza del progetto è lo straordinario collegamento tra filosofia e biologia molecolare. introducendo il concetto di “metacodice della verità”: la scoperta che il nostro organismo, a livello cellulare, opera secondo criteri di verità oggettiva per garantire la sopravvivenza.

Il nostro sistema immunitario è il guardiano di questo codice. I linfociti killer, in particolare i CD4 e i CD8, vengono definiti dal Prof. Brera come i veri “apostoli dell’immunità”. Questi agiscono discriminando incessantemente tra ciò che appartiene all’organismo (il vero) e ciò che rappresenta un pericolo esterno o interno, come virus, batteri patogeni e cellule tumorali (il falso). Attraverso la modulazione epigenetica, la nostra vita spirituale e le nostre scelte morali si riflettono direttamente sulla risposta immunitaria. La verità, dunque, non è un concetto astratto: è la protezione biologica della nostra vita.

  1. Contrastare la “Sindrome del Grande Fratello” e la Morte del Pensiero

La SERS 2026 si propone come un baluardo contro la “Sindrome del Grande Fratello”, una cultura che sacrifica il rigore della realtà sull’altare dell’istinto immediato. Questa tendenza sta portando a una recessione non solo culturale, ma anche economica, poiché il corpo sociale perde la capacità di pensiero critico necessaria per la libertà e l’innovazione.

L’educazione alla ricerca scientifica mira a invertire questa rotta, sottraendo i giovani a una narrazione mediatica che spesso li valorizza solo per comportamenti negativi o cronaca nera. Portando gli studenti a confrontarsi con la ricerca del “bene”, il progetto stimola una maturazione affettiva e intellettuale, fondamentale per evitare la spirale auto-distruttiva che sembra avvolgere il mondo contemporaneo.

  1. Una Mobilitazione Nazionale: 200.000 Studenti per il Futuro dell’Italia

La portata del progetto è imponente e ambiziosa. La SERS 2026 punta a coinvolgere fino a 200 scuole secondarie (10 per ogni regione d’Italia), mobilitando un potenziale di circa 200.000 studenti delle classi quarte e quinte superiori. La ricerca degli studenti non sarà teorica, ma basata sull’analisi di stili di vita e valori etici contenuti nella “Dichiarazione Universale dei Diritti e Doveri del Giovane”.

Il rigore scientifico è garantito da una procedura strutturata:

  • Costituzione del Comitato SERS scolastico: Un organo decisionale composto da tre studenti e due professori di scienze.
  • Target mirato: Partecipazione di tre classi di quarta e due classi di quinta superiore per ogni istituto.
  • Metodo Scientifico in azione: Distribuzione di questionari, elaborazione statistica dei dati e discussione critica dei risultati in classe.
  • Standard Professionali: Produzione di presentazioni in PowerPoint e abstract bilingue (italiano e inglese) per i migliori elaborati.
  • Fase Regionale e Nazionale: Una selezione progressiva che porterà i vincitori a presentare i propri lavori in un contesto di congresso nazionale.

L’obiettivo primario non è la competizione, ma la nascita di “Net-science-Italy”, un network nazionale permanente di educazione alla scienza che unisca scuole, famiglie e ricercatori in una missione comune.

 

Conclusione: Un Esempio di Civiltà per un Mondo in Crisi

La SERS 2026 rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo sovrano dell’Italia. In un’epoca segnata da incertezza e decadenza del pensiero critico, questo progetto offre al mondo un esempio di civiltà, dimostrando che la scienza e la filosofia possono e devono camminare insieme per la tutela della salute umana. Educare i giovani alla verità significa restituire loro la dignità e la capacità di essere attori protagonisti della propria esistenza.

Siamo pronti a riscoprire la verità oggettiva come fondamento non solo della scienza, ma della nostra stessa libertà e salute?

Bibliografia essenziale di riferimento

1.Brera GR. Il kairos dell’esistenza. Mistero. Realtà e Possibilità nell’adolescenza e nella natura umana. Milano: CISPM; 1994.

2.Brera GR. La Medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa: IEPI; 2001.

3.Brera GR. Il tempo di Ulisse ed il tempo di Penelope: gli adolescenti italiani e la loro salute. Milano: Università Ambrosiana; 2004.

4.Brera GR. L’adolescenza o del nobile mistero della natura umana. Milano: Università Ambrosiana; 2009.

5.Brera GR, a cura di. La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; 2024.

6.Brera GR. SARS-COV 2- allostasis and the people and person-centered prevention. Milan: Università Ambrosiana; 2021.

7.Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. Giornale Italiano di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. 2018;V-VI(4-1):4-30.

8.Brera GR. Person-Centered Medicine: Theory, Teaching and Research. The International Journal of Person Centered Medicine. 1(1):79-89.

9.Brera GR, ITFOP. Person-centered clinical Method and its teaching. Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 10;XV:ID1.

10.Brera GR. The shift of medicine to the person‑centered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 13;XV:ID3.

11.Galante V. Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person Centered Medicine International Journal. 2026;II(1):ID1.

12.Galante V. Faith and Religious Experience for Adolescent Health in the Thought of Giuseppe R. Brera. Med Mind Adolesc. 2026;XXI:ID4.

13.Brera GR. Adolescenza e verità. Milano: Università Ambrosiana; 2026.

 

 

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

Comunicato post Congresso :La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona

  COMUNICATO STAMPA POST-CONGRESSO “LA PERSONA DELL’ADOLESCENTE E  LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA” Milano 1 Giugno 2024   Il I° Giugno 2024 , si è svolto a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum,    il convegno sul tema “ La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona” ,  con il patrocinio del CNR, della Società Italiana … Leggi tutto “Comunicato post Congresso :La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona”

 

COMUNICATO STAMPA POST-CONGRESSO

“LA PERSONA DELL’ADOLESCENTE E  LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA”

Milano 1 Giugno 2024

 

Il I° Giugno 2024 , si è svolto a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum,    il convegno sul tema “ La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona” ,  con il patrocinio del CNR, della Società Italiana di Adolescentologia e della WFSA e della Person-Centered Medicine International Academy, promosso dalla Scuola Medica di Milano e dalla Scuola Italiana di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana.

Il Congresso didattico, condotto dai docenti dell’Università Ambrosiana è stato introdotto da un messaggio del Ministro della sanità, Orazio Schillaci che ha sottolineato l’importanza della Medicina centrata sulla persona (MCP)-testo su www.scuolamedicamilano.it- in particolare nel lavoro clinico, importante particolarmente nel lavoro con gli adolescenti e dalla lezione magistrale di  Giuseppe R.Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana  , Direttore della Scuola Medica di Milano, presidente dello World Health Committee, autore della teoria e dell’applicazione in Medicina e in Medical Education della Medicina centrata sulla persona (1999), e del Metodo clinico centrato sulla persona insegnato oggi solo dalla Scuola Medica di Milano, che permette il risparmio di sofferenze e del 50% di costi sanitari. Il professore, ha evidenziato le basi teoriche ed applicative del paradigma, basato sull’interazionismo, la teleonomia, la relatività indeterminista del concetto di salute-  per cui era stato invitato nel 2011 presso la WHO/OMS- e che oggi deve essere  intesa come oggi concepita come :” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”, (Giuseppe R.Brera 2011) e che ha cambiato il paradigma oggi erroneamente solo bio-tecnologico implicito della Medicina. Successivamente il Rettore ha presentato la candidatura di Mario Biava a premio Nobel della Medicina, che con una seconda lezione magistrale ha presentato la sua scoperta del codice epigenetico, quando solo la parola “epigenetica era “arabo” e oggi confermata a livello mondiale e delle sue applicazioni ben documentate a livello sperimentale e clinico dai successi in oncologia e nelle malattie neuro-degenerative. La scoperta è tale d’aver cambiato il paradigma nella terapia biologica dei tumori, del Parkinson e dell’Alzheimer. La riprogrammaoggizione epigenetica è oggetto di una ricerca finalizzata della Scuola Medica di Milano, per studiare gli effetti dell’integrazione con la Medicina centrata sulla persona e il counselling kairologico.  Successivamente  Stefano Zecchi ha illustrato la crisi del concetto di bellezza nella cultura contemporanea che si è allontanata dai trascendentali: il vero, il bene e il bello. La trattazione teorico-applicativa dell’Adolescentologia, nata nel 1987,e che con la teoria dell’adolescenza centrata sulla persona ha superato la frammentazione disciplinare erronea degli adolescenti (biologia, clinica, psicologia, sociologia pedagogia, religione) è stata illustrata dalla seconda lezione di Giuseppe R.Brera, suo autore, che ne ha evidenziato l’essenza nel suo principio chiave: la scoperta del mistero della verità del poter essere una persona umana, cioè vera. Adriana Galvan dell’Università di California, con un video predisposto e visibile su You Tube,  ha evidenziato il rapporto tra sviluppo neuro-biologico del cervello e il comportamento degli adolescenti, commentato ed arricchito da Ettore Ruberti, docente naturalista ed evoluzionista e ricercatore dell’ENEA che ne ha evidenziato le correlazioni sperimentali e la comparazione con l’evoluzione di mammiferi.

La sessione pomeridiana è stata introdotta dalle lezione di Flavio Della Croce , medico-adolescentologo counsellor e psicoterapeuta, sulla famiglia e l’adolescente, partita dall’importante definizione della “Famiglia ottimale” e di Mariangela Porta, docente in ostetricia e ginecologia centrata sulla persona, e premio internazionale in Medicina centrata sulla persona dell’adolescente, sul rapporto medico adolescente e il codice dell’adolescentologo. La professoressa ha sviluppato la lezione a livello teorico e applicativo, partendo dal paradigma relazionale  di papa Francesco, centrato sull’empatia affettuosa: “ la carezza che accoglie e che salva”, coerente anche con la metodologia clinica centrata sulla persona e il counselling kairologico, e documentante come il metodo di lavoro adolescentologico centrato sulla persona sia determinante anche per il recupero degli adolescenti problematici anche di altre culture e per il lavoro con le giovani abusate. Il metodo e l’efficacia clinica del Counselling medico kairologico, e del metodo clinico centrato sulla persona, anche con la presentazione del successo in un difficile caso clinico,  è stato approfondito  da Domenico Francomano, il primo docente al mondo in medicina d’emergenza centrata sulla persona e successivamente da Vito Galante, docente nell’Università Ambrosiana in metodologia clinica centrata sulla persona, il quale ha evidenziato la necessità del rigore metodologico del suo apprendimento e della sua applicazione nella pratica clinica del medico di famiglia, anche se il n° dei pazienti assistiti ne riduce il tempo possibile, fatto esplicitato anche per l’ospedale da  Paolo Garascia, uno dei pochi medici pediatri-adolescentolologi-counsellors ospedalieri più esperti in Italia,  denunciando anche la necessità di uno spazio clinico differenziato tra bambini e adolescenti, favorente il loro sviluppo, oggi invece ricoverati fino a 18 anni nei reparti di pediatria.  Nella parte finale del Congresso  Marco Invernizzi, storico e filosofo “anchor-man” di “Radio Maria”, presidente di Alleanza Cattolica, ha analizzato il magistero della Chiesa di Papa Benedetto XVI° , sul tema dell’educazione degli adolescenti e la crisi dell’idea oggettiva della famiglia, come necessaria struttura forte e coesa per lo sviluppo della persona. La lezione finale di  Giuseppe R.Brera, sull’antropologia della morale e della morale cristiana,  ha illustrato la necessità dell’idea della verità oggettiva per il bene e la libertà dell’uomo e la pressione culturale della Sindrome del Grande Fratello (“ La verità è quel che io sento e penso”) verso l’adattamento alla soggettività e le basi antropologiche della morale cristiana, oggi avvelenata anche dall’induzione erronea dal magistero cattolico deviante (es. “Fiducia supplicans”),dalla “Veritatis spendor”, di Giovanni Paolo II°,( anche per la catastrofica separazione tra  morale e fede cristiana ,  con la perdita del necessario conflitto e della sua fertile forza, tra vero e falso,  genitalità e pregenitalità, e conseguentemente bene e male. La  perdita della consapevolezza della necessità per la vita e la libertà della verità naturale del bene, come insegna anche il sistema immunitario, un grave danno, può bloccare lo sviluppo psicologico e morale dell’adolescente, la cui scelta adulta richiede necessariamente la maturazione affettiva e cognitiva della persona.

La terza parte del congresso, internazionale, ha visto una sessione dedicata   e al commento della “ Charte Mondiale de la Sante -World Health Charter” ( Giuseppe R.Brera- Roy Kallivayalil (MD-MA) University of Kerala (India),WPA e WASP e la presentazione del Congresso Internazionale “ Person-Centered Health and the Resilient Adolescent” da parte di  Claudio Violato  (co-chair) (University of Minneapolis and University Ambrosiana) e da. Richard Fiordo PhD , University of North Dakota –e Ambrosiana (co-chair) che ha chiuso la presentazione con un’analisi del sistema di cura degli adolescenti negli USA, con i problemi attuali.

Gli atti sono richiedibili alla segreteria del Congresso  congressopa@unambro.it anche tramite il sito  www.scuolamedicamilano.it      

 

 

 

IN MEMORIA DI PAPA IOSEF RATZINGER: IL SENSO DELL’EPIFANIA

In memoria di Papa Iosef Ratzinger IL SENSO DELL’EPIFANIA 2023 (1) Giuseppe R.Brera* La luce dal big bang ,partita 3 miliardi e ottocento milioni anni ,ci attraversa in ogni momento e in ogni luogo e il giorno della “epifania” chi vede in questo evento l’entrata di Dio nella storia e l’inizio di un nuovo tempo … Leggi tutto “IN MEMORIA DI PAPA IOSEF RATZINGER: IL SENSO DELL’EPIFANIA”

In memoria di Papa Iosef Ratzinger

IL SENSO DELL’EPIFANIA 2023 (1)

Giuseppe R.Brera*

La luce dal big bang ,partita 3 miliardi e ottocento milioni anni ,ci attraversa in ogni momento e in ogni luogo e il giorno della “epifania” chi vede in questo evento l’entrata di Dio nella storia e l’inizio di un nuovo tempo per l’umanità , celebra in questo giorno la manifestazione (epi-fania dal greco) di una luce che dà forma a un uomo nuovo e a un tempo nuovo. Come il “Big-bang” questa luce non è relativa a una fede religiosa, come un fatto privato,ma poiché illumina tutti, manifesta una nuova forma dell’universo, nella sincronia con  la nascita di Cristo-stella, in cui l’uomo e il tempo appaiono indissolubilmente uniti , come ci presenta il calendario quotidiano. La manifestazione dell’Uomo nuovo , che celebriamo, attraversa ,come la luce del Big-Bang, il nostro tempo quotidiano, come ricordato dal calendario : siamo nel 2023 Dopo Cristo, in ogni momento e spazio.

La manifestazione di questo evento, di questa stella e di questa nascita, segno dell’entrata di Dio nel tempo e quindi dell’eternità, oggetto della conoscenza scientifica che ha motivato lo storico viaggio degli astrofisici del tempo, non è un fatto solo storico ma cosmologico , epistemologico, teologico, ontologico che manifesta la nascita di una nuova antropologia : una nuova sapienza della scienza. La scienza, da quel momento, fatto storico, è divenuta profezia della verità, fatto epistemologico, come rivelazione dell’incontro dell’uomo con Dio, evento mistico, in quanto rivelazione del mistero di Dio, una Sua nuova autodeterminazione che si rivela all’uomo, con Gesù Cristo.

La verità dell’universo fisico diventa verità dell’universo umano, manifestazione di Dio, luce che illumina l’esistenza e nell’evento come S.Agostino ha scritto nel “De trinitate”, differenzia intelligenza da ragione, solo suo strumento.

L’Epifania non è l’incontro tra fede e scienza, ma la creazione di un nuovo modello epistemologico che trasforma la conoscenza scientifica, come profezia della verità e la verità come corrispondenza tra due libertà che scelgono d’incontrarsi, di conoscersi e di amarsi , la prima come rivelazione di sé come dono di salvezza dalla morte,la seconda come libertà dell’uomo che cerca e vede la luce della teoria ( orao+ zeos = vedere Dio) e la verità di Dio che finalizza la sua creazione all’intelligenza dell’uomo del suo nuovo essere nel tempo,entrando come luce nella storia, nella vita di ogni uomo. L’Epifania è la manifestazione dell’intelligenza di Dio che si fa persona nell’Uomo che nasce da una donna. La manifestazione della Sua luce all’intelligenza dello scienziato, fatto antropologico in quanto esistenziale, si presenta come necessità di Dio per salvare l’uomo e proporre alla sua libertà, se stesso , come salvatore dalla morte. La luce dell’intelligenza della teoria si rivela come epifania del dono di Dio all’umanità, di cui i veri scienziati divengono profeti e testimoni con la loro intelligenza creativa. La scienza diventa così rivelazione della salvezza di Dio attraverso l’intelligenza dell’uomo, fatto che può avvenire anche indipendentemente dalla consapevolezza di Dio da parte dello scienziato, nel paradigma incoerente e stolto dell’identità dello “scienziato” ateo , che vive Dio, come un suo limite e pone la scienza come uno “specchio di sé” (Eidolon) , un idolo, problema oggi contemporaneo proposto da scienziati stolti . L’idolo, come insegna la psicoanalisi ha la funzione di raccogliere la proiezione dell’onnipotenza narcisitica e catartizzare in senso messianico i sensi di colpa inconsci pre-genitali. Eureka ( ho trovato) è il momento propizio, ” il kairos”, in cui s’accende nell’intelligenza dell’uomo la luce del dono della creazione, frutto dell’incontro tra lo spirito dell’uomo accogliente il nuovo essere di Dio per l’uomo , rivelato in suo figlio . L’essere persona, come insegna papa Ratzinger, è il frutto di questo incontro. Il paradigma di Einstein ” la scienza senza religione è zoppa, e la religione senza scienza è cieca” è un dualismo superato nell’unità dell’esistenza dell’essere “persona”, rivelato nell’Epifania: l’intelligenza dell’uomo e l’intelligenza di Dio si uniscono nella creazione, compimento della tendenza naturale dell’intelligenza nell’unità. Einstein non aveva colto che la rivelazione della presenza di Dio nella storia era il compimento della ” religione” nell’unità dell’essere persona. La scoperta scientifica fa parte del progetto di Dio di salvare l’uomo dalla morte rivelando se stesso nell’essere persona dell’uomo e unendosi a lui cambiandone l’esistenza. Scienza ed esistenza escono da un dualismo astratto, sancito dalle religioni ebraico-islamica e si uniscono indissolubilmente nella scelta di Dio di cambiare la sua essenza, creando una corrispondenza continua con l’uomo, donandogli, come figlio la sua sostanza, cioè la sua divinità creativa nell’adozione a figlio.

Iosef Ratzinger- dottore della Chiesa in pectore-ha dato luce al senso di questa corrispondenza , spiegando la novità del cambiamento dell’essenza di Dio con la nascita di Gesù-figlio di Dio-che dà il senso alla Epifania. Dio si è rivelato nel momento dell’annunciazione a Maria , si rivela e si rivelerà sempre con una nuova essenza : l’essere per l’uomo e con l’uomo, che corrisponde a una nuova natura umana, “l’essere persona” per chi accoglie la luce. L’ essere nella luce di Dio, nella Sua grazia vede realizzata l’intelligenza e l’amore di Dio nell’unità con Dio costitutiva dell’essere persona. Scienza ed esistenza divengono inseparabili se e solo se lo scienziato accoglie la luce della teoria, come rivelazione del dono di Dio all’intelligenza per la costituzione del suo essere persona. Questa epistemologia mistica rende impossibile che la scienza divenga un idolo e un’astratta ricerca di leggi determinate e frammentarie, senza logos, che precedono la conoscenza ma una profezia dell’attualità dell’evento della creazione di un uomo nuovo, salvato eternamente dalla morte, una teologia della creazione. come nuova ontologia dell’esistenza. La procedura del metodo sperimentale è infatti ” Il possibile ( l’ipotesi) che diventa realtà (verità)e questa diviene essere persona nel tempo dell’esistenza, il che significa l’entrata dell’eternità (la verità) nel tempo dell’esistenza , fatto ontologico. Ma questa è anche la struttura epistemologica della filosofia , in cui il possibile per essere verità, non chiede la sperimentazione. Nella clinica, questo fatto “ontologico” assume un’importanza fondamentale dando un senso compiuto sia alla medicina che alla scienza medica. La verità della conoscenza sulla natura della malattia non è infatti indipendente dalla soggettività della persona sofferente, come il progresso della scienza medica compiuto nel paradigma della medicina centrata sulla persona insegna, ma la realizzazione nella relazione medico-paziente di un’unità trascendente l’empirico e il biologico, la conoscenza dell’essere persona per la salvezza dalla morte. Il medico deve dunque divenire un maieuta dell’essere persona del paziente e nella relazione con il paziente un maieuta del suo essere persona, un’epifania progressiva e nobile dell’unità della natura umana partendo dalla storia dell’esistenza e dell’attualità. Questo è il motivo per cui ignoranti, mercanti, cani e porci o potenziali assassini non possono essere medici. La malattia nasconde sempre una domanda ontologica fondamentale dell’uomo e della donna sulla natura del proprio essere, nella relazione con il medico “salvatore”: una domanda d’identità: chi sono io, chi sei tu. Ecco perché fare divenire i pazienti oggetto di bio-tecnologie, solo strumenti, è profondamente sbagliato , come anche chiudere la relazione medico-paziente nei risultati statistici dell’efficacia di tecniche terapeutiche, solo indice standardizzato non sostanza dell’irriducibile individualità della persona. Il vero scienziato è dunque un profeta , un teologo, un epistemologo e un filosofo: profeta perché rende possibile la manifestazione della luce del dono di Dio e divenendo oracolo della verità della Sua intelligenza creativa – il COVID-19 ci ha fatto vedere una pandemia dei falsi profeti; un teologo, in quanto rivela la verità come  luce salvifica per l’uomo della creazione di Dio nella sua intelligenza e nella sua libertà; un epistemologo “in atto” in quanto interpreta il vero senso della conoscenza, l’essere una persona reale, conoscendo il logos che in-forma il metodo e gli obiettivi; un filosofo in quanto “ l’eureka”, è un’ontologia che parla della verità, come eternità dell’essere nel tempo.

(1) C- Copyright Giuseppe R.Brera 2023 Ogni riproduzione è riservata e chiede autorizzazione

  • Rettore dell’Università Ambrosiana